Emanuele Rigitano
Ego politico
24 Luglio Lug 2012 1004 24 luglio 2012

Pd-ivide et impera: coppie di fatto, ma solo per i gay (la chimera continua)

(La puntata precedente) Quando Pierferdinando Casini ha usato parole dure (e esagerate) per descrivere i matrimoni gay sono tutti cascati nel tranello, media e informazione in prima fila. La notizia, in realtà, era la decisione di appoggiare il riconoscimento delle coppie di fatto. Sembrava si riferisse sia a coppie gay che eterosessuali, visto che inizialmente non aveva specificato, tanto che l'account Twitter "Estremo Centro" dell'Udc, di fronte alla mia richiesta se si trattasse di consenso per i Pacs come in Francia, ha risposto con un secco "sì".

Poi mi sono ricordato dell'intervista di Bersani al Corriere della Sera, in cui tra le varie cose ha parlato del riconoscimento delle coppie di fatto, facendo riferimento al modello tedesco. Il Pd dovrebbe essere un partito progressista ma evidentemente fa proprio fatica a dimostrarlo.

Chi non sa in cosa consiste il modello tedesco non può capire. Tanto che Mario Adinolfi e Beppe Fioroni si sono detti favorevoli, in perfetta coerenza con Casini. Il modello tedesco riconosce esclusivamente le coppie gay. Certo, è un passo avanti per il mondo Glbt ma...gli altri?

Il Pd ha quindi deciso di depennare il riconoscimento delle coppie di fatto eterosessuali. Mario Adinolfi mi ha infatti risposto su Twitter che c'è il matrimonio civile. Grazie della risposta, lo posso constatare dal fatto che perfino Vasco Rossi si è dovuto sposare per ottenere dei diritti come coppia e come famiglia. Il Pd non riconosce le famiglie, a meno che non si sposino. Stessa linea dell'Udc a quanto pare. Non si capisce questa posizione, visto che il Vaticano non può obbligare la gente a sposarsi in chiesa, però il timore di veder ridotti i matrimoni (che sono anche soldi per le parrocchie) rimane.

Una situazione assurda,se si pensa che nel 2006, con la coalizione guidata da Romano Prodi pronta alel elezioni, si parlava di Pacs. Alla fine, in Parlamento, si è arrivati ai Dico, forma minore (realizzata da Rosi Bindi e Barbara Pollastrini) che riconosce solo i diritti individuali. Ma almeno tentava di riconoscerli a coppie gay e etero. Quel che non faranno Bersani e Casini a quanto pare.

Che ovviamente decidono senza coinvolgere né i presunti altri partiti e altre forze civiche che dovrebbero dare il loro contributo per una coalizione riformista e democratica, né ovviamente i cittadini, sempre più delusi dalla politica della partitocrazia italiana ma comunque desiderosi di dire la loro in merito al futuro del Paese.

L'impressione che si ha è di dare il contentino ai gay separando le loro ragioni da quelle delle coppie etero, che evidentemente alle gerarchie vaticane e all'Udc fanno ancora più paura. Una politica da dividi e impera, ho pensato immediatamente.

Tafazzi vive e si riproduce nel Pd e nel centrosinistra, che fino a poco tempo fa sembrava pronto per una vittora certa, che parla tanto di Hollande ma non riesce ad avvicinarsi nemmeno un po' alle politiche francesi.

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