BENVENUTI AL NORD
24 Luglio Lug 2012 0903 24 luglio 2012

Un Paese in cerca di rappresentanza

In un momento di sbandamento generale del Paese chi deve rappresentare interessi ampi è in grave difficoltà. La gente ha perso i propri punti di riferimento e quindi stenta a riconoscersi nelle persone che magari aveva eletto solo pochi mesi or sono.

Ovvio che questa diffidenza venga percepita dai rappresentanti, che sembrano maggiormente impegnati in un gioco all’inseguimento del proprio elettorato che a costruire e quindi spesso hanno comportamenti che sembrano in contraddizione fra loro.

È un problema che riguarda con maggiore evidenza la politica, ma anche i sindacati e le associazioni di categoria, alle prese con posizioni che spesso sembrano non essere condivise dalla base. Una forza centrifuga che rende complesso il dialogo fra le varie parti in causa.

Questo sarà dunque il tema del prossimo anno, riuscire a ricollegare eletti ed elettori, per evitare il rischio di una spirale disgregativa che peraltro sembra essere già in atto.

Restando ad esempio al tema politico, alzi la mano chi ritiene di essere in grado di prevedere quali schieramenti si presenteranno alle elezioni del 2013, e soprattutto quali saranno le persone candidate all’interno degli stessi. Oggi nessuna parte sembra avere le idee chiare, fino all’iperbole della Lega che fa intuire una possibile e clamorosa decisione di non presentarsi in Parlamento.

Ma questo vale anche per le elezioni amministrative, con primarie dove emerge spesso il candidato non espressione del partito, dove le liste civiche sono sempre più frequenti e con apparentamenti a geometria variabile. Senza considerare la grande ascesa del Movimento 5 stelle, della quale nessun politologo oggi è in grado di prevedere il consolidamento o la dissoluzione.

Ma grande confusione regna anche nelle associazioni di categoria, con sempre maggiore difficoltà a trovare posizioni che accontentino la maggioranza dei rappresentati.

Chissà che questa entropia non generi un nuovo sistema di relazioni, che sostituisca quello ormai paludato e un po’ ritrito degli ultimi trent’anni. Come sempre si dice, crisi uguale opportunità.

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