L’errore in rassegna
25 Luglio Lug 2012 1842 25 luglio 2012

La lettera Q.

Chi non si ricorda la filastrocca, imparata a memoria alle elementari, che recita “prima la Q, poi la U e infine la vocale che vuoi tu”? Più facile, indubbiamente, farsi entrare in testa questa filastrocca rispetto alla regola che spiega “la sequenza grafematica fissa”. Questo perché la lettera Q non ha un suono proprio e si pronuncia sempre unita alla U formando il nesso qu che si lega alla vocale seguente. Bisogna però evitare di cadere nel tranello della pronuncia simile di –cua, -cue, -cui, -cuo. Siccome il suono non sempre può aiutarci (proficuo e iniquo si pronunciano allo stesso modo ma solo il secondo si scrive con la Q), nel dubbio è bene ricorrere al dizionario. (Oppure ricorrere al latino e ricordarsi che hanno la Q, in italiano, quei vocaboli che l’avevano in latino). Il problema del raddoppio si risolve con cq (la seconda c deve per forza diventare una q). Ma anche qui, occhio alle eccezioni: taccuino vuole due C, mentre soqquadro è l’unica parola della lingua italiana in cui la consonante Q non precede direttamente una U con valore semiconsonatico.

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