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26 Luglio Lug 2012 1835 26 luglio 2012

Ma come mai i giornali nascondono la vicenda Mediobanca-Ligresti?

La grande differenza fra i media dell'emisfero nord del mondo e quelli dell'emisfero sud non passa per la divisione fra fatti e commenti, come spesso viene erroneamente detto. Ma semmai risiede nei rapporti col potere. In Italia, ma lo stesso vale in Francia o In Brasile (basta leggere Les Nouveaux chiens de garde di Serge Halimi), tutti possono criticare Berlusconi o Monti. Molto più complicato è toccare i grandi poteri economici. E questo vale per Mediobanca o Generali, come per Dassault o Petrobras. La differenza la si fa nel modo in cui si trattano economia e finanza, molto più che sulla politica.

Una storia come quella della lettera con cui Alberto Nagel di Mediobanca avrebbe stipulato un accordo surrettizio da 45 milioni, non comunicato alle autorità di vigilanza, per dare una dorata buonuscita al clan Ligresti in cambio di un semaforo verde all'operazione Unipol-Fonsai, una storia con tanto di registrazione di una conversazione chiave e dalle conseguenze potenzialmente devastanti per il salotto buono, è una pagina oscura ma straordinariamente importante, non foss'altro per la caratura dei personaggi coinvolti. 

Ma, come fa notare anche Dagospia, il silenzio dei giornali italiani sulla vicenda Mediobanca-Ligresti e i suoi ultimi sviluppi è d'oro. C'è chi la dà nascondendola o chi, come il Fatto, la ignora del tutto. Ma siamo sicuri si tratti di una svista. 

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