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27 Luglio Lug 2012 1013 27 luglio 2012

E se tutte queste dichiarazioi per calmare i mercati avessero invece l'effetto opposto?

Le recenti rassicurazioni di Mario Draghi e l'affermazione che la BCE è pronta a fare tutto il necessario per salvare l'EURO disponendo di strumenti più che adeguati sembrano aver rassenerato, almeno per il momento, i mercati. Il rischio rimane il ripetersi del brutto copione già visto numerose volte in passato come, per esempio, all'indomani del vertice europeo di fine giugno. Dall'euforia legata all'annuncio del piano "anti-spread" per i paesi "virtuosi", incamminati sulla strada del "risanamento", come l'Italia e la Spagna, si è subito passati a uno scetticismo via via crescente, dettato prima dal dibattito sulle diverse soluzioni tecniche e dall'effettiva "potenza di fuoco" a disposizione per controllare il differenziale tra i rendimenti dei paesi meritori sotto attacco e Berlino, poi dall'atteggiamento, a dir poco "prudente" della Germania, fino al rinvio a metà settembre della ratifica dell'accordo da parte dello stesso Parlamento tedesco, in attesa del parere della Corte Costituzionale teutonica.


Oggi il rischio si ripete. Il dibattito e le diverse posizioni all'interno della Banca centrale europea sono state oggetto di approfondite analisi. La BCE, è vero, delibera a maggioranza ma in questi casi i voti si pesano più che si contano. Una qualunque precisazione del Presidente della Bundesbank Jens Weidmann o dei suoi colleghi olandesi e finlandesi che facesse trapelare il dubbio(anche a titolo personale)sulla permanenza della Grecia nell'EURO (proprio ieri uno studio della Citibank ha indicato nel 90% la probabilità di uscita della Grecia entro fine 2013) o la preferenza per un approccio "prudente", legato più ai tempi della politica e della verifica delle riforme intraprese dai "paesi sorvegliati speciali", rischierebbe ancora una volta di confondere i mercati e di alimentare un'incertezza che date le elevate aspettative create dalle affermazioni del presidente della BCE non potrebbe che ripercuotersi negativamente sui mercati.


Paradossalmente, il permanere di questa situazione ormai da troppo tempo non fa che aumentare la volatilità dei mercati, con dichiarazioni, smentite, precisazioni, spesso rilasciate a mercati aperti. Un terreno fertilissimo per i traders e per la "famigerata" speculazione che tutti a parole sono concordi di voler combattere.

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