The Jerk
Bollito duro
29 Luglio Lug 2012 2055 29 luglio 2012

A Miami si misura l'Asshole Quotient (il Quoziente di Stronzi). E i rivoluzionari sono strampalati. Hiaasen dixit.

"A.Q. - ricordò Keyes - significava 'Asshole Quotient' (Quoziente di stronzi). Skip aveva una sua teoria, ossia che la qualità della vita deteriorasse in proporzione della A.Q.. Miami, sempre nella stime di Skip, ne aveva 134 per chilometro quadrato, la più alta percentuale degli Stati Uniti. [...] Ogni anno Wiley dedicava un'intera rubrica alla A.Q. e, ogni anno, il redattore capo cambiava diligentemente la dizione da "Quoziente di Stronzi" a "Quoziente di Idioti". Immancabilmente, il giorno successivo, Wiley scriveva un altro articolo, scusandosi con i suoi lettori, perchè nel conteggiare gli stronzi aveva dimenticato il proprio redattore capo."

Carl Hiaasen, Miami Killer, Milano, Mondadori, 1988

Sono talmente tanti gli stronzi che ripiegano su Miami nell'alta stagione (il titolo originale del libro di Hiaasen del 1986 è Tourist Season), da far nascere una strampalata e malassortita cellula rivoluzionaria con fantasiose finalità ecologiste.

In un caldo, umido, dicembre di fine anni '80 un'ombra pare offuscare una delle poche cose ancora riconoscibili come "di natura" , ossia il sole, di cui tutti a Miami possono ancora godere liberamente.

Un gruppo terroristico, Las Noches de Diciembre, sta infatti cercando di affermarsi sulla scena, per terrorizzare turisti, pensionati nordamericani di stanza a Byscaine Bay, speculatori immobiliari e politicanti da Camera di Commercio. L'obiettivo? Riportare Miami a quando si chiamava Fort Dallas ed era una grande, umida, zuppa, palude. Fermare il devastante afflusso di cavallette - più o meno ricche - che hanno sfrattato coccodrilli, aquile, serpenti e indiani, dalle loro terre o dalle loro acque.

Ecco allora la banda dei quattro squinternati terroristi. El Fuego, ossia Skip Wiley, il capo. Un giornalista geniale, spietato e radicale, che infonde creatività - come soffocare il presidente della camera di commercio con un coccodrillo di gomma piuma, fare ingollare pensionati interi a mastodontici alligatori di nome Pavlov, far piovere sacchi di serpenti sui festanti crocieranti di 'alto bordo', e così via - alle proprie azioni criminali. Un bestione nero, Viceroy Wilson, ex campione dei Dolphin, caduto in disgrazia, in preda a canne e a quanto d'altro, pieno di voglia di vendetta sui bianchi. Jesus Bernal, un cubano con la revolucion anticastrista nel sangue, reietto però dai suoi stessi fratelli e, infine, Tommy T, un indiano seminole miliardario e biscazziere che parla con i coccodrilli.

In mezzo a tutto questo un ex giornalista, Brian Keyes, diventato investigatore privato, messo sulle difficili e aspre tracce del suo (ex) amico Skip. Il tutto tra massoni in fez e Harley Davidson, splendide sirenette da Orange Bowl, poliziotti cubani con l'america dentro, donne ambigue e insidiose come serpi.

C'é in questo libro di Hiaasen (che immagino essere uno dei suoi primi) tutto il suo immaginario che torna anche nelle sue opere più recenti ("Crocrodile rock" e "Una donna di troppo"): Miami, coccodrilli, Everglades, giornalisti pazzi e giornalisti per bene, femme fatale, crociere e inutili - stupidi - luccichii consumisti che consumano la natura. Ma - nonostante la pessima traduzione (che sconta probabilmente un'edizione vecchia di oltre venti anni!) - l'insieme è come sempre originale, divertente e avvincente. L'alta stagione, a Miami, non dorme mai. Soprattutto nelle 'notti di dicembre".

E forse, tra spread, PIL, MIB e tutti questi indici, varrebbe forse la pena di misurare con dovizia e rigore scientifico il nostro Asshole Quotient. Magari, dalla crisi, ne usciremo prima. Senza il bisogno di ingaggiare dei "Miami Killer".

Burp

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