Gemma Musicco
A metà tra la terra e il cielo
1 Agosto Ago 2012 0758 01 agosto 2012

Sposati e sii sottomessa, Costanza Miriano

Perché dovrei sposarmi?” Lo sa bene, lei, alle prese con quattro figli e con “un solo uomo che ti gira per la casa, sempre lo stesso, il pacchetto completo compreso di estraneità periodica, signoria sul telecomando, silenzi assoluti”.

Oltre a essere giornalista al tg3, Costanza Miriano è autrice del libro Sposati e sii sottomessa (Ed. Vallecchi, pp. 248), dove porta a galla la meravigliosa fatica del matrimonio. Una lettura divertente, ironica e vera. Una raccolta di undici lettere ad amici del cuore dove ricorda la paura e il coraggio di affidare la propria vita a un’altra persona, “una cosa da brivido, a pensarci bene”. Un susseguirsi di esilaranti quadretti estremamente famigliari tra casa, famiglia e lavoro senza mai perdere di vista lo smalto di Chanel o l’ultima borsa di Dior.

Costanza testimonia che si può vivere – sopravvivere felicemente – anche dopo tanti pannolini sporchi, lavatrici e notti insonni, anche se “ci sarà qualcosa che non va” e ti sembrerà di essere in crisi di coppia quando lui, a letto, fisserà muto il soffitto. Il segreto? “Si chiama sacrificio: la fatica non è più un intoppo, ma l’altro nome dell’amore; non è qualcosa che frustra l’amore, ma che lo fa crescere”. E tutto trova senso in una profonda fede in Dio, o meglio nel Principale, con cui è necessario discutere, lamentarsi e affidarsi. Solo così si trova la carica per accogliere, essere la vita e amare senza misurare: in una parola “sottomesse nel significato di stare sotto, sostenere, sorreggere perché sotto si mette chi è più solido e resistente, perché è chi sta sotto che regge il mondo”.

Una grande responsabilità che impone scelte importanti, definitive. Come quella di scegliere la Vita al posto dell’aborto, di sapere conciliare famiglia e lavoro o fare la mamma a tempo pieno, e ancora di chiudere la porta per il Sì del per sempre. Forse sarà straordinariamente e meravigliosamente difficile, “ma a che serve vivere se non costruisci qualcosa che ti superi?”.

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