Eugenio Furia
Appapà
2 Agosto Ago 2012 1355 02 agosto 2012

Della difficoltà di leggere il giornale se hai (almeno) un figlio

Scena 1 (a casa)
Scoprire con cinica meraviglia che hai iniziato a eclissarti, scivolando sui gomiti verso un metro quadro di casa isolato, alla ricerca dello spazio sufficiente anche soltanto a sfogliare il giornale, fosse pure in penombra: raggiungere il primo obiettivo (quello fisico) ma non il secondo (quello mentale)
(di come l'Unità Familiare si realizzi nell'Unico Momento in cui ne faresti a meno)

Scena 2 (sulla spiaggia)
– Amoredipapà, appena ti serve il telo chiedimelo, così interrompo la lettura di questo interessantissimo articolo di Rampini che ho appena iniziato, seduto bello comodo sulla sdraio, e te lo porgo...
– Papà, mi serve il telo!
(di come i figli sviluppino una specie di Sesto Senso quando si accorgono che hai trovato la Posizione Perfetta)

Scena 3 (di nuovo a casa)
Ritrovarsi seduto a leggere (i titoli... meglio di niente) ma con le gambe ricoperte di stickers di Barbapapà: è il compromesso raggiunto dopo un lungo tavolo di concertazione che neanche Cgil, Cisl, Uil e Ugl
(di come la Dignità possa arrivare a valere poco, in confronto al Rito della Lettura del tuo quotidiano di riferimento)

Scena 4 (a letto)
In fase Rem, sognare un rullo di news che scorre H24 in sovrimpressione su tutti i canali per bambini: tanto loro, non sapendo leggere, non avrebbero traumi!
(di come la Paternità scompagini i sogni di un trentacinquenne)

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook