Rumours
2 Agosto Ago 2012 1736 02 agosto 2012

Ilva, Clini: "Provvedimento d’emergenza in Cdm per accelerare la bonifica"

Ilva, Taranto. Vendola: "Subito misure di attuazione del Protocollo d'Intesa"

Bari – Non si sa ancora se sarà un decreto legge o un’ordinanza della Protezione Civile ma domani in Consiglio dei Ministri approderà un provvedimento di emergenza sulla questione Ilva, per accelerare la realizzazione degli interventi di bonifica e ambientalizzazione previsti dal Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 26 luglio.

La formula migliore, ma Regione Puglia ed Enti locali opterebbero volentieri per la prima strada, è in queste ore allo studio dei tecnici del Ministero e a presentarla ai colleghi di Governo saranno i titolari dei dicasteri all’Ambiente, Corrado Clini, e Sviluppo, Corrado Passera. A stabilirlo è stato il vertice barese di questa mattina, al quale, oltre a Clini, hanno preso parte anche il vice di Passera Claudio de Vincenti il Sindaco di Taranto Ezio Stefàno, il Presidente dell Provincia Gianni Florido ed il neo presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e, qualsiasi dovesse essere la soluzione formale scelta, tanto dal Pdl quanto dal Pd hanno già dato il via libera all’approvazione: “Ho garantito l’impegno pieno dei Gruppi parlamentari del Pdl affinchè il Decreto venga approvato rapidamente con il pieno appoggio del nostro partito”, ha blindato l’ex Ministro Raffaele Fitto a margine dell’incontro, con il parlamentare tarantino Ludovico Vico a fargli eco dal fronte democratico, promettendo uguale solerzia: “Si tratta di uno strumento indispensabile”.

Parola al Governo, quindi, “ma la cabina di regia resta alla Regione”, ha tenuto a precisare il Ministro, proprio per evitare che si formino “forme di amministrazione parallele”, allontanando così l’ipotesi di un commissario ad acta per la bonifica. Ed uguale distensione è giunta anche dalla governance dello stabilimento, pronta a dichiarare di voler superare i contenziosi in corso, che poi significa in primis la rinuncia ai ricorsi presentati contro la riapertura del procedimento per l'autorizzazione integrata ambientale, l'Aia. “Basta conflittualità”, ha chiosato l’ex Prefetto di Milano, meritandosi l’ampio elogio in tema di stile da Vendola e Clini, giunto con ampio anticipo all’appuntamento, proprio mentre nella Città dei due mari la manifestazione dei lavoratori dell’Ilva in corso da questa mattina e partita con un doppio corteo, dal Ponte di Pietra nella città vecchia, e dall’area dell'arsenale della Marina, veniva interrotto da alcuni facinorosi facenti parte di Cobas Taranto, Cobas Brindisi e, secondo alcune testate locali, anche degli Ultràs della squadra di calcio cittadina.

“Chi interviene per turbare gli animi non fa un buon servizio né alle ragioni dei lavoratori né alla democrazia”, ha ammonito l’ex sfidante di Letizia Moratti per lo scranno più alto di Palazzo Marino, dicendosi poi sereno per il ricorso davanti al Tribunale del Riesame: Ci difenderemo nel processo e non vogliamo in nessun modo esserne fuori, andremo dalla Magistratura con animo sereno, convinti di aver rispettato la legge”. Poi assicura piena vicinanza ai lavoratori, pur ammettendo che gli impianti siano ancora tutti in funzione e le operazioni di spegnimento non siano ancora cominciate.

I tre tecnici dell’Arpa incaricati dello spegnimento degli altiforni, gli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuele Laterza e Claudio Lofrumento, stanno ancora prendendo confidenza con la poderosa macchina organizzative, per avere un’idea dell’imponenza della quale basta ricordare che si parla della più grande acciaieria europea con 11.571 occupati, considerando solo l’occupazione diretta, e 8,4 milioni di tonnellate di acciaio annue prodotte, e che il peso diretto dell’Ilva sull’economia italiana, in termini di valore aggiunto (valore aggiunto Ilva/Pil nazionale), è pari allo 0,05%, che diventa l’1,24% sul Pil della Puglia e sale fino al 7,7% su quello della provincia di Taranto, almeno secondo il portale Siderweb. Il tempo di spegnimento degli impianti per una struttura di questa portata va dai sette ai dodici mesi, dai due ai quattro per spegnere la cokeria, spegnendo i circa 200 forni della batteria, ed un mese per ogni altoforno. “Al netto dei guasti”, hanno già messo in guardia i tecnici.

“Ancora una volta l’unità della politica e l’unità delle istituzioni attorno ad un passaggio drammatico e difficile che può determinare uno straordinario punto di riferimento per rendere non retorica l’espressione che dice: si può far diventare compatibile l’ambiente con l’industria e si può coniugare il diritto alla salute e il diritto al lavoro”, ha rilanciato il Governatore Vendola con la stampa, provando a guardare lontano. Intanto lunedì parte il tavolo tecnico.

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