Vito Kappa
Kahlunnia
3 Agosto Ago 2012 1127 03 agosto 2012

La birra del pregiudizio, il culo di Belen e la risposta alla Odoardi

Sono le 1.04. Mi fermo ad un bar per prendere un caffè e una bottiglietta d'acqua. Fuori ai tavoli c'è un po' di gente. Dentro ci siamo io, il cassiere e la cameriera. Mi avvicino al bancone e chiedo ciò che voglio. Mentre aspetto il caffè entra una signora sulla cinquantina abbondante.
Sono le 1.06. La signora indossa un vestito nero. Ha la faccia stanchissima e gli occhi spenti. Ho pensato fosse una a cui piace bere...Come se non bastasse la cameriera, poco dopo il suo arrivo, poggia sul bancone un bottiglione di Peroni. Dentro di me penso: "è una brutta bestia l'alcolismo". Passa poco e la signora parla: "Ciao Michela, mi fai un marocchino?". "Certo, Sara!". Dentro di me continuo a non capire: "ma cosa c'entra il marocchino con la birra? Mah!".


Sono le 1.09 e sono sempre lì: occhio vigile e orecchie aperte, ma apparentemente distaccato. Sempre lì ad impicciarmi di ciò che non mi riguarda. Insieme al marocchino della signora arriva il mio caffè lungo. La bottiglia di Peroni è sempre sul balcone. La signora beve il suo marocchino, io il mio caffè lungo. Mentre mi rinfresco con l'acqua, la cameriera fa alla signora: "Ma che ci fai qui a quest'ora?". E la signora: "Sai domani mio figlio inizia a lavorare, sono venuta qui per prendergli dei cornetti e fargli trovare una bella colazione". A quel punto il cassiere ha portato la birra al tavolo fuori. E io, nel mentre, capivo di essere il vero ubriaco.

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Cara Odoardi e Care Lettrici (che avete trovato sessista - seppur in buona fede - il mio post),

non voglio difendere la mia persona, ma il mio diritto ad avere un gusto personalissimo in fatto di donna ideale. Forse sono un po' troppo onesto e uso un linguaggio (anche fotografico) deliberatamente provocatorio, ma sessista no. Ora vi spiego perché.

1) Libertà di espressione. Mi sono concesso il lusso di esprimere 10 consigli da uomo a donna - e non vi nascondo che mi farebbe piacere leggere i consigli da donna a uomo - perché credo che le donne siano in grado di fregarsene altamente del mio punto di vista. Quel che piace a me non è universale e non ho mai preteso che lo fosse. Il fatto che molte donne abbiano apprezzato quel punto di vista e che altre l'abbiano trovato fuori luogo dimostra, grazie al Cielo, che non siamo tutti uguali.

2) Libertà di gusto. Nulla è più personale del gusto: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Io in questa società sono cresciuto. Il mio range della bellezza estetica va da Edwige Fenech a Laura Morante passando per Monica Bellucci e Gloria Guida. E in questo, francamente, non ci vedo niente di sessista. Ciò che vale per la bellezza vale per il comportamento. Sarò libero di trovarmi più a mio agio con una compagna che si comporti in un certo modo piuttosto che con una persona che non lo faccia? Davvero voi non avete preferenze, estetiche e comportamentali, rispetto a un utopico uomo ideale? E nel caso in cui ce le aveste sarebbe giusto definirvi sessiste? Non credo. Il diritto ad avere un gusto estetico e comportamentale è sacrosanto. Per questo non accetto di essere definito sessista. E poi scusate una cosa: dare valenza "discriminatoria" a quel che scrivo non è culturalmente contrario a ciò che promuovete? Mi spiego meglio. Subordinare l'eventuale sessismo ad un parere maschile vuol dire, di fatto, promuovere una subordinazione culturale (o quanto dare un valore diverso a ciò che dice l'uomo). E questo, secondo me, è filosoficamente incoerente rispetto alla battaglia di diversità e uguaglianza che fate.

3) Libertà di (o dal?) pregiudizio. Il motivo per cui ho associato il racconto di ciò che mi è accaduto ieri sera alla risposta sulle accuse di sessismo è semplice: il pregiudizio, inevitabilmente, ci influenza. Forse chi legge non si sarebbe fatto influenzare da quella scena: una donna sulla cinquantina con gli occhi spenti, i capelli un po' trasandati e un bottiglione di birra fredda messo sul bancone alla sua entrata. Forse sì. Io l'ho ammesso: in un primo momento credevo si trattasse di un'alcolista. Lo scenario era quello (è stato bello scoprire che mi sbagliavo). Allo stesso modo non potete darmi del sessista perché vedo Belen Rodriguez in un certo modo. Se nel caso della signora lo scenario era composto da birra, occhi smorti e aspetto trasandato; nel caso di Belen un certo modo di mettersi in mostra può influenzare un pregiudizio superficiale e personale. Probabilmente basterebbe farsi quattro chiacchiere con lei per superare questo pregiudizio, ma con poche informazioni a disposizione sarò libero di farmi l'impressione che mi pare senza essere catalogato come "sessista"? E poi volete dirmi che Belen - che della sua immagine può fare quel che vuole - non vuole comunicare l'immagine della ragazza sexy? Davvero non vuole creare desiderio? Mah! Io la trovo sexy (NON MI DITE CHE QUESTA FRASE GIUSTIFICA ALCUN TIPO DI VIOLENZA!!!).

Per concludere credo una cosa: dare del sessista a qualcuno è pericoloso. In certi casi può essere giusto, ma tendenzialmente è pericoloso. Se ci pensate l'accusa di sessismo crea una condizione di disparità (o diversità) nel dialogo: una condizione in cui qualcuno è meglio di qualcun altro. Ovviamente nessuno è meglio di nessun altro. Siamo tutti magnificamente diversi. Io con i miei gusti, Virginia con i suoi e Jacopo pure. E, forse, capire che una società di uguali, in realtà, è una società in cui sono ugualmente valorizzati i diversi è l'unica strada per combattere qualsiasi forma di discriminazione.

p.s. capisco che essere donna in Italia, con questo background politico-economico-culturale, può essere molto difficile. E' per questo che in futuro, mio malgrado, starò più attento al politally pink-correct.

Su FB: Vito Kappa

Su TW: @vitokappa (buon #FF a tutti!)

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