Eugenio Furia
Appapà
4 Agosto Ago 2012 1609 04 agosto 2012

50 sfumature di rosa. Ovvero: la rivincita dei maiali

Peppa Pig e Olivia: c'è un che di orwelliano in queste due serie-cult per bimbi. Ma ammesso che sia una citazione del mito, forse è involontaria, certamente è declinata in chiave positiva. Sui giornali importanti direbbero che è un puro caso di «sdoganamento» e investe il campo della semiotica più che della zoologia.

I porcellini di Peppa Pig hanno un che di vagamente fallico, mentre il papà di Olivia è così elegante e cool che t'induce a pensare che è The Guardian il giornale dal quale non si stacca mai. Sono tutti accomunati da una bontà di fondo che riscatta l'immagine di animale immondo (la rima è involontaria, scusate).
Famiglie perfette, nel senso più “umano” e dunque meno letterale dell'aggettivo: fallibili, hanno le stesse incombenze e gli stessi tic dei nuclei familiari nelle cui case piombano – o meglio bivaccano in heavy-rotation, affacciate allo schermo tv... Niente a che vedere con l'ambientalismo affettato di Diego e Dora, ma soprattutto con l'isterismo lisergico della serie “Lazy town” o il nonsense narcotico (e narcotizzante, tanto più per un genitore malauguratamente coinvolto nella visione) dei “Teletubbies”: due casi, questi ultimi, in cui invocare l'antidoping per gli autori, tra l'altro.

Il monocolore che invade la vita dei genitori con figlie femmine – il famoso “rosa HK”, ben più apprezzato dalla mamma per questioni di genere – fa sparire gli altri con una megapennellata zuccherina. E allora, nell'estate in cui tutti parlano delle 50 Sfumature (di nero, di grigio e di rosso) i creatori di casi letterari potrebbero pensare a una versione baby del libro che raccolga, al posto delle fantasie degli adulti, i sogni a tinta unita dei bambini sotto forma di giocattoli e gadget. Magari senza i nasi di Peppa Pig & famiglia, che potrebbero essere scambiati per un altro genere di toys.

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