Vito Kappa
Kahlunnia
6 Agosto Ago 2012 1121 06 agosto 2012

Vendola, Mandrake e la patata bollente

In questo post si parla di: Febbre da Cavallo, Mandrake, la sinistra italiana, Vendola, Giannino, la patata bollente e la "gente che non è cojona".


Fino a qualche giorno fa credevo che il centrosinistra italiana fosse come Mandrake in Febbre da Cavallo: giocava per vincere e perde sempre. Ora, forse, ha fatto il salto di qualità: non vuole più perdere.
Parafrasando l’arringa di Gigi Proietti nel film ho sempre visto il centrosinistra come: «fanatico, credulone, buciardo, pollo, uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che 'mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto! E adesso v'ho fregato a tutti e mo' beccate questa... tié!”.
Con il colpo di scena della settimana scorsa - Vendola che lascia Di Pietro annunciando la sua partecipazione alle primarie di coalizione - Bersani ha fatto fare il salto di qualità al leader di Sel, al suo partito, e forse anche a se stesso. I motivi, come al solito, sono tre.
1) Grillo ha offuscato l’immagine del rivoluzionario Nichi che, tutto ad un tratto, non sembrava più così rivoluzionario. La differenza tra Vendola e Gianfranco Fini, è che il politico di sinistra ha capito in tempo di aver esaurito la propria spinta propulsiva. Così facendo si è potuto liberare dall'estremista Di Pietro e ricollocarsi nel quadro politico.
2) La batosta delle ultime amministrative ha insegnato al centrosinistra che le primarie, soprattutto quelle su misura, non sono il metodo ideale per scegliere la classe dirigente. Come diceva qualcuno: “la gente non è cojona”.
3) Vendola, forse, è l’unico che può battere Renzi (o di rosicchiare voti a Grillo). E poi è lui, a sinistra, l’uomo perfetto per questa stagione di antipolitica: rivoluzionario da un lato; conservatore, per così dire, dall’altro. L’esperienza di Governatore della Puglia sommata al suo linguaggio politico gli permette di interpretare il ruolo del rivoluzionario istituzionale.

Quel che ad oggi è certo è che a queste primarie di coalizione se ne vedranno delle belle. O forse delle balle?!? Mah. Ciò che dispiace rilevare è che questi cosiddetti rivoluzionari di sinistra, nei fatti, non siano così diversi dal centrodestra: parlano di giovani e donne, ma a dirigere sono sempre gli stessi. Altro che pari possibilità…

La patata bollente, adesso, è nelle mani di chi vuol proporsi come alternativa a Grillo, al centrosinistra, e al centrodestra. E’ questo il momento in cui Giannino, o chiunque altro voglia salire in politica, deve fare la sua mossa. Questa volta, però, per fare politica non bastano i mass media: bisogna scendere nei parchi, in strada, nei bar, nelle piazze. E' necessario muoversi e parlare. Confrontarsi con le persone. I social network, ormai, straripano di messaggi politici. Il politico di oggi deve smetterla di sentirsi più importante del suo elettore. Deve avere chiaro che la comunicazione dall'alto non funziona quando sotto non c'è più nessuno.

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p.s. gli opinion leader delle prossime elezioni saranno i giovani e le donne. Chi riesce a motivare questi due gruppi con proposte credibili e buona fede può vincere le elezioni. Ma qui il discorso diventerebbe troppo lungo…

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