Vito Kappa
Kahlunnia
7 Agosto Ago 2012 0748 07 agosto 2012

Strage Brindisi, nessun risarcimento per danni estetici

Ti sei ustionata il viso in un attentato? Peggio per te, paghi di tasca tua! Per l’assicurazione il danno estetico non si risarcisce. In fondo a che serve il viso? E poi ustione più, ustione meno. L’avvocato Mauro Resta, legale di alcune delle ragazze della scuola Morvillo (quella della strage di Brindisi), ha fatto sapere che l’assicurazione intende risarcire solo quelle lesioni che hanno causato un danno funzionale.

“I segni permanenti che alcune ragazze della scuola Morvillo hanno subito”, ha fatto sapere l’avvocato Resta all’Ansa, “sono considerati dalla compagnia assicurativa dell’istituto soltanto ripercussioni di tipo estetico e quindi non risarcibili”. Non entro nel dibattito sulla definizione di danno funzionale o sulla disputa intorno alla qualificazione giuridica del danno estetico. Quello che credo è che l’unica funzione che può avere uno sfregio, sul volto di una ragazzina, è quello di ricordare a Lei stessa e a chi la vede quel tragico evento. Nella sostanza, quelle ustioni, sono funzionali a:
- garantire il diritto di quelle ragazzine a dover condividere, con tutti, la loro tragica esperienza;
- essere svantaggiate in un futuro colloquio di lavoro;
- essere limitate in una potenziale carriera di modella;
- essere limitate in una potenziale carriera di clown;
- essere limitate in una potenziale carriera di hostess;
- essere limitate in una potenziale carriera in cui le relazioni esterne contano;
- essere limitate in una potenziale carriera;
- garantire una prima impressione un po’ diversa dagli altri;
- duemila altre cose che, volenti o no, contano nella nostra società.

Ripeto: se si tratti di danno funzionale o meno lo decideranno i giudici. Quel che era giusto notare è che, quel tipo di danno, qualche funzione la compromette.
Non è dato sapere se la compagnia assicurativa deciderà di fare marcia indietro o meno. Forse, però, sarebbe meglio se scagliasse i suoi migliori avvocati contro i furbetti che ogni giorno marciano sui risarcimenti delle assicurazioni. Quelli che si rompono il braccio un giorno e l’altro braccio, l’altro. Ma francamente non credo che le vittime di un attentato terroristico rientrino in questa categoria.

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