Gaetano Farina
Leggere il mondo
7 Agosto Ago 2012 1336 07 agosto 2012

Zambon: la casa editrice che unisce Italia e Germania

Quasi in coincidenza con gli scontri degli ultimi giorni, è uscito un nuovo importante libro sulla questione arabo-palestinese: s’intitola “Ebrei Arabi. Terzo Incomodo” ed è opera della casa editrice italo-tedesca Zambon. Il volume, che raccoglie diversi contributi di studiosi e commentatori, si pone l’obiettivo, a differenza ed in integrazione dei saggi che già si sono occupati della delicata materia, di mettere in risalto i meccanismi legati alla gestione sociopolitica dell'intera area mediorientale. Chi sono i veri attori del conflitto israelo-palestinese e perché la soluzione "due popoli due stati" non è realizzabile? Perché non si è mai arrivati a un accordo che sancisse l'assetto definitivo dei territori della Palestina storica? Quale regime vige in Israele e da chi è composta la sua leadership? L'occupazione schiaccia solo i palestinesi o la sua pervasività si espande ben oltre le loro terre? E, ancora, attraverso quali meccanismi si è realizzato e si realizza l'esproprio territoriale e culturale di spazi e popolazioni? Queste sono le domande a cui provano a dare una risposta i diversi interventi che riempiono le quasi 400 pagine del libro.
Anche con questa nuova uscita, Zambon conferma il suo interesse primario per l’analisi geopolitica delle aree più “calde” e le periferie del pianeta, offrendo un’analisi quasi sempre controcorrente, e competente, rispetto al “pensiero dominante” o alla “visione che va per la maggiore”. Un’altra delle ultime uscite da segnalare è proprio “L’Occidente all’Ultima Crociata” di Fulvio Grimaldi, considerato, ormai da tempo, una “bestia nera” del giornalismo italiano. Anche perché è stato uno dei pochi a frequentare in prima linea i fronti più caldi, di guerre e rivoluzioni, tanto da “sparare” all’opinione pubblica verità ben diverse, e forse più scomode, di quelle raccontate dai media convenzionali. Per Grimaldi, le cosiddette “primavere arabe” sono state strumentalizzate e condizionate pesantemente dall’intervento di Nato, “Occidente imperialista” ed Al-Qeida tanto che, anche in questo suo ultimo lavoro, l’impegno centrale è “quello di decostruire il menzognificio delle propagande di guerra e delle diffamazioni del nemico”.
Il dottor Giuseppe Zambon, recente fondatore, non a caso, di F.I.D.A.R.E., la federazione italiana degli editori indipendenti (fidarelibri.blogspot.it), ha deciso di rifiutare “la logica perversa dettata dalle cosiddette «ricerche di mercato», secondo la quale dovremmo adeguare le nostre scelte editoriali al grado di intossicazione ideologica ed al livello di sub-cultura, attribuiti al fantomatico «lettore medio», livello di cui sono invece esclusivamente responsabili le grandi concentrazioni mediatico-finanziarie che hanno coscientemente perseguito, nel corso degli anni, l'obiettivo della sistematica disinformazione e dell'altrettanto sistematico indottrinamento reazionario dei propri lettori”. Tanto, quindi, da gettare sul mercato, anche tedesco (risiede a Francoforte, la città con la più importante fiera del libro) e spagnolo, titoli a dir poco “scottanti”. Ad esempio, in Italia, si sa pochissimo di quella che fu ribattezzata “Operazione Condor” alla quale solo Zambon ha dedicato un intero volume, curato da Stella Calloni. Come spiegano le oltre 400 pagine del libro, si trattò di una massiccia operazione di politica estera statunitense, degli anni settanta, volta a “tutelare” tutti quegli stati centro e sudamericani dove l'influenza socialista e comunista era ritenuta troppo potente, nonché a reprimere le varie opposizioni ai governi partecipi dell'iniziativa. Tale operazione coinvolse in primo luogo la C.I.A., oltre che apparati militari, organizzazioni di estrema destra, partiti politici e movimenti di guerriglia anticomunisti sudamericani. Tutte queste organizzazioni furono utilizzate come strumento, in svariati stati, per rovesciare governi anche eletti democraticamente come quello di Salvador Allende in Cile (l’esempio più famoso). Furono stanziate sostanziose somme per portare a termine questo massiccio piano politico, poiché gli interessi economici in gioco erano alti, a fronte della ricchezza, segnatamente di materie prime, dell'America Meridionale. La C.I.A. fornì sempre e comunque sostegno, copertura, assistenza e denaro ai servizi segreti golpisti sudamericani, nonché addestramento presso il famigerato Western Hemisphere Institute for Security Cooperation e anche negli Stati Uniti.

E troppo poco si parla anche delle molteplici ingerenze delle multinazionali statunitensi su America Latina e Caraibi che riflettono la storica influenza di governo ed esercito a stelle e strisce su quello che è considerato il proprio “cortile di casa”. “America Latina e Caraibi. Mezzo secolo di crimini e impunità” è un altro importante libro di Zambon che analizza proprio, in maniera puntuale e precisa (e con numerose illustrazioni), la diversità delle strategie e delle tattiche impiegate dagli U.S.A. nei paesi dell’ America Latina, a seconda delle fasi storiche e delle realtà sociopolitiche, collocandole nel quadro di un “unico e coerente disegno imperiale”.
Certo, i titoli proposti da Zambon, specialmente quelli che “rivisitano” la guerra in Jugoslavia o l’attentato terroristico dell’11 settembre e tutti gli esperimenti socialisti del secolo scorso, presentano delle tesi estreme – in cui il Nuovo Ordine Mondiale neoliberista dettato dagli U.S.A. sarebbe pronto a tutto pur di consolidarsi - inaccettabili per molti e accusabili di parzialità per la riabilitazione dell’ideologia comunista. In ogni caso, tutti i libri di Zambon propongono un punto di vista diverso, se non completamente alternativo, da prendere in considerazione per un confronto aperto sulle questioni più cruciali del nostro tempo, anche perché solitamente ben documentato e sviluppato da studiosi ed analisti competenti.


Gaetano Farina


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