L’accattone
8 Agosto Ago 2012 0851 08 agosto 2012

Il cavaliere oscuro - il ritorno, o quando Gotham City divenne New York

Abbiamo visto Il cavaliere oscuro – Il ritorno, ultimo episodio della trilogia di Batman firmata da Christopher Nolan e, senza mezzi termini, ci è piaciuto. Diverse recensioni in Stati Uniti e Francia lamentavano una trama reazionaria e un'ideologia di fondo alla George W. Bush. Ma francamente, Dark Knight Rises è uno spettacolo emozionante. Tre ore col fiato sospeso, tra scene d'azione spettacolari e una tensione costante. Christopher Nolan ha la qualità di saper far lavorare gli attori nello spazio, intrecciare gli eventi con ritmo e la serietà dell'insieme (sottolineata nel primo Dark Knight dal motto del Joker: why so serious?) alla fine giova a un impatto da grande epica contemporanea. E i combattimenti hanno un tono grandioso.

Che poi la rivoluzione anti-casta del terrorista Bane (Tom Hardy) porti a un finale alla James Bond dove lo sfondo della crisi economica viene messo da parte, poco importa. Lo spettacolo è comunque garantito. Resta che i terroristi invadono Wall Street e minacciano di far saltare tutto per ridare il potere agli oppressi e nessuno, in un modo o nell'altro, disdegna l'idea. Tra il commissario Foley (Matthew Modine) che di fronte all'assedio della borsa afferma che la vita di un poliziotto vale più dei miliardi dei trader a Miranda (Marion Cotillard) che al “vogliono uccidere milioni di innocenti” di Wayne scappa un “Innocenti per Gotham è una parola grossa”...

Ma la cosa più interessante di questo Batman, è l'avvenuta sostituzione della finzione del fumetto con la realtà. Già in Dark Knight, l'atmosfera stranamente realistica di Gotham (il film era girato a Chicago), lasciava spazio a un'incursione a Hong Kong (la vera Hong Kong). Come a dire che la città reale ha ormai superato la città immagnaria e che Hong Kong è più spettacolare della Gotham dei fumetti.
Ma qui si passa a uno stadio superiore. Nonostante la si chiami ancora Gotham, in Dark Knight Rises, non c'è ombra di dubbio. New York è proprio New York, con la sua Manhattan isolata come l'11 settembre, i suoi ponti, il panico dell'attacco terroristico, la borsa di Wall Street e la crisi economica (la Wayne Entreprises è semi fallita). La realtà ha imitato l'immaginario e il cinema finisce per raccontare un terrore reale.

Poi, c'è una cosa da dire su Marion Cotillard e la sua recitazione da Oscar che ha scatenato le parodie in rete. In un film dove la verosimiglianza all'interno del mondo di Batman collide con la realtà, l'ultima scena con l'attrice francese fa proprio ridere. Una caduta di stile, chissà, forse voluta per stemperare tre ore di tensione...

Per chi ha già visto il film si segua questo simpatico link, ma per gli altri occhio allo spoiler! http://peopledyinglikemarioncotillard.tumblr.com/


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