A piedi nudi
10 Agosto Ago 2012 1345 10 agosto 2012

L’Unione Europea attacca pesantemente la biodiversità

Stop alla fantasia e alla creatività nella coltura di ortaggi e frutta. L’Unione europea ha dato in questi giorni parere contrario alla vendita dei semi antichi e di tutti quei prodotti destinati a scomparire e che noi invece tendevamo a preservare e a conservare come gioielli del passato.

La sentenza di questi giorni che è stata emessa dalla Corte di Giustizia europea in seguito ad una querelle tra francesi, vieta la commercializzazione e la vendita di sementi tradizionali non iscritti nel catalogo ufficiale europeo. Che, dicono gli esperti, è una cosa impraticabile da fare.

Chi si occupa di agricoltura, anche a livelli amatoriali sa bene che nei social network, nei forum, nei blog, molti sono gli appassionati che vanno alla ricerca di frutta e ortaggi che si stanno perdendo nel tempo…nella memoria….nella conoscenza comune … e nel gusto. Si chiedono e si scambiano i prodotti dimenticati nel tempo….prodotti che da adesso lo diventeranno per sempre. Non potremo più piantare l’asimina, i cornioli, le giuggiole, i mirabolani, i sorbi, i biricoccoli e gli azzeruoli. Tanto per citarne qualcuno.

Tante le cultivar recuperate negli ultimi anni, grazie ad appassionati e amanti della tradizione, tanto è vero che in tutta Italia si tengono fiere specifiche proprio su questo tema. E ora che succederà?

La sentenza europea colpendo direttamente, e non è la prima volta,l’associazione non profit Kokopelli, attiva anche in Italia nella conservazione dei semi antichi e nel diffondere le conoscenze della biodiversità in campo alimentare, colpisce tutti noi!

Già in passato l’Associazione,era stata multata proprio per scambio di sementi antiche e condannata a pagare una multa di 35 mila euro. Una cosa che avrebbe stroncato chiunque. Ma i volontari che ne fanno parte si sono rimboccati le maniche e combattuto con tutti i mezzi perché questo non accadesse ….e ci sono riusciti.

Ma evidentemente non è bastato. Una delle società che l’aveva portata in giudizio, la Graines Baumaux, approfittando della sentenza della Corte europea, ha chiesto ai giudici francesi di imporre a Kokopelli di pagare 100 mila euro per danni commerciali e “la cessazione di tutte le attività”.

Questo significa che da oggi in poi, ogni associazione, ogni gruppo, ogni cittadino, amante della natura, che vuole riprodurre e salvare le radici del passato, altrimenti destinate alla scomparsa totale, sarà considerato fuori legge?

Va da sé, comunque, che questa sentenza non decreta solo l’estinzione di semi “preziosi”, ma tocca anche la passione, l'amore e il rispetto per una natura sana, buona, incontaminata e felice!

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