Che tempio fa
22 Agosto Ago 2012 0909 22 agosto 2012

La pubblicità ingannevole della Chiesa sull'8 per mille

Ingannevole e fuorviante. Ad essere sotto accusa è lo spot dell’8 per mille alla Chiesa cattolica contro il quale, il 2 agosto scorso, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel mirino dell’Aduc la campagna pubblicitaria “Chiedilo a loro” lanciata nell’aprile dello scorso anno: storie e personaggi reali delle opere assistenziali realizzate con i fondi dell’8 per mille, fimati dal regista Stefano Palombi per l’agenzia Saatchi&Saatchi. «Persone e situazioni vere, di aiuto agli altri, che non abbiamo fatto fatica a trovare», spiegava, al momento del lancio, l’economo della Cei, mons. Giampietro Fasani.

Storie reali sì, ma presentate, secondo l’Aduc, in modo ingannevole: «Negli spot non si dà notizia della reale quantità di denaro messa a disposizione di questo genere d’iniziative», si legge nel testo dell’esposto, mentre dal sito dedicato all’8 per mille «si evince che per il 2012 le somme stanziate per opere caritatevoli sono pari a 255 milioni di euro a fronte di uno stanziamento complessivo di circa 1 miliardo e 148 milioni di euro. In sostanza solamente il 22,2% (meno di un quarto) delle somme derivanti dall’8 per mille per l’anno 2012 verrà destinato a quanto illustrato dagli spot». «Gli spot, come confezionati e messi in onda, anche se danno un’informazione su un’attività svolta dalla Chiesa cattolica, fuorviano il contribuente in quanto lasciano intendere che l’intero contributo (e non una sua minima parte) è destinato agli scopi pubblicizzati».

L’Aduc chiede dunque che venga aperto un procedimento contro la Conferenza episcopale italiana - Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa, per valutare l’ingannevolezza della campagna e per l’adozione degli opportuni provvedimenti e che venga emesso un provvedimento di sospensione provvisoria di tali spot.


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