Massimiliano Gallo
Mi consento
23 Agosto Ago 2012 1731 23 agosto 2012

Solo in Italia la sinistra può odiare una come la Fornero

Poco c’è mancato che alla fine pronunciasse la fatidica frase: “lavorare meno, lavorare tutti”. L’ha messa su un altro piano, Elsa (Maria) Fornero, sul piano di un mercato del lavoro in cui le perosne non debbano necessariamente essere in competizione. «Un mercato inclusivo», così lo ha definito. Davanti a una platea di ciellini.

E mentre la ascoltavo, pensavo che la sinistra italiana non ce l’avrà mai una leader capace di venire nel covo di Comunione e liberazione e di provocarli. Di scendere sul loro terreno, anzi sul loro presunto terreno, la sussidiarietà, e non beccarsi nemmeno un applauso. O comunque pochi. Perchè la Fornero (lo so l’articolo non ci vorrebbe, ma non mi viene) non è arretrata di un centimetro. Volete un’Italia diversa? E io ve la disegno. Sussidiarietà, ma anche rispetto delle regole. Ricchezza sì, ma non a tutti i costi. 

Mentre parlava, pensavo che solo in Italia la sinistra può odiare una come lei. Accusata di aver rovinato generazioni e generazioni di italiani solo perché ha firmato, in pochissimi mesi, due riforme - pensioni e lavoro, le uniche due di questo Governo - che hanno rotto i ponti con la tradizione immobilistica che ha condotto l’Italia sull’orlo del precipizio.

Oggi in conferenza stampa, ha detto: «Mi chiedete sempre di altre cose, ma io vi dico che voglio lavorare alla riforma del lavoro. Perché l’unico modo per realizzare la riforma approvata è starci dietro, parlarne, spingere per la sua applicazione. Altrimenti resta lì, lettera morta». Andrebbe a spiegarla anche nelle scuole, come andò all’Alenia quando fu invitata dalla Fiom.

Elsa Fornero è la cartina di tornasole per capire perché in Italia un’altra sinistra non è possibile. E prima di criticare leggete o ascoltate quel che ha detto oggi a Rimini. Sono stati i passaggi “sociali” che hanno infastidito il popolo del meeting. Avrebbe potuto parlare solo di meritocrazia, dire quattro stroppole sui giovani scansafatiche e bamboccioni, e strappare gli applausi della sala. Ma non l’ha fatto. 

Per non parlare del silenzio delle donne su di lei (tranne le critiche feroci, ovviamente). Ma di questo parleremo ancora. 

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook