David Bidussa
Storia Minima
24 Agosto Ago 2012 1403 24 agosto 2012

Parla solo alla Norvegia la sentenza contro Breivik?

La corte norvegese ha riconosciuto che Anders Behring Breivik, autore della strage di Utoya (77 persone uccise) è sano di mente e andrà in carcere per 21 anni.
Sarebbe stato consolante dichiarare e sentenziare l’infermità mentale e rinchiuderlo così a vita in un ospedale psichiatrico. di prendere in carica il malessere di una società che ha prodotto contemporaneamente politiche di apertura e di inclusione, ma anche scatenato forti passioni xenofobe. Non ci sono i norvegesi “buoni” e quelli “cattivi” che rovinano il quadretto idilliaco di una società felice o innocente.
Non sarebbe improprio riflettere sul senso di quella sentenza anche pensando a noi a come con facilità adottiamo la retorica delle colpe altrui per non assumere su di noi la responsabilità delle scelte che facciamo.
L’ultima prova è nella riflessione proposta stamani dal Prof. Giuseppe Bedeschi, docente di Storia della filosofia, sul “Corriere della Sera” in un suo editoriale dal titolo Prima riforma: abolire la demagogia, in cui tutto il male italiano è scaricato sui partiti, sul sistema di interessi, dimenticando che i partiti non si autonominano, che dietro, oltreché dentro, ai partiti, ci stano i cittadini – ovvero noi - non altri soggetti o esseri alieni che vogliono il nostro male.
Cosicché alla fine la filosofia è che i guai li fanno sempre gli altri e poi paga Pantalone. Non in questo caso; perché Pantalone ha avuito le sue responsabilità e sarebbe una buona occasione riconoscerlo, o se proprio non ce la si fa, almeno a dirlo, qualche volta.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook