Nuovo Mondo
27 Agosto Ago 2012 1002 27 agosto 2012

Il nuovo corso Martelly funziona: Haiti supera Isaac.

Si è chiuso il duro 26 agosto del Caribe, lasciando sul campo diversi morti e moltissimi danni, ma poteva andare molto peggio, specie ad Haiti dove la tempesta Isaac non è avanzata al livello di uragano ed in Salvador dove il terribile sisma non ha procurato uno tsunami.

Ad Haiti continuamente piegata dalle catastrofi naturali, la tempesta che ora si avvia pericolosamente verso le coste della Lousiana e della Florida, ha causato otto morti, 14.375 sfollati e 13.561 persone evacuate rapidamente in rifugi sicuri e temporanei ma che non si sa quando e se potranno rientrare nelle loro abitazioni, visto che l’Occidente ed il Sud-Est del paese sono ancora in ginocchio per le inondazioni.

Il presidente Michel Martelly ed il primo ministro Laurent Lamothe già ieri si sono recati nei luoghi del disastro, hanno coordinato l’invio di generi di prima necessità, di personale medico in caso di emergenza ed hanno elogiato il grande compito della protezione civile che questa volta ha agito in fretta ed evitato ulteriori tragedie di vaste proporzioni, pur criticando il basso livello di aiuti internazionali dopo il terremoto del gennaio 2010.

Alla fine è stata più forte la paura dei danni, sebbene sia troppo presto per una valutazione precisa e sia altresì necessario evitare strascichi sanitari e sicuramente le stime economiche andranno riviste. Tuttavia l’aeroporto di Port-au-Prince ha ripreso a funzionare così come pure i trasporti e l’energia elettrica seppure a singhiozzo. «Le Organizzazioni non governative, la comunità internazionale e il governo di Haiti, ognuno è tenuto a mettere in evidenza tutte le sue risorse per fronteggiare una eventuale crisi umanitaria imprevista», ha detto il presidente Martelly, acclamato dalla gente per la prima volta per un presidente haitiano dopo anni.

Nessuna conseguenza invece per il sisma di 6.7 gradi Richter avvenuto in mare, al largo di El Salvador verificatosi nella tarda serata. Immediatamente il Centro Tsunami delle isole Hawaii ha diramato un allarme per tutta l’America Centrale che però alla fine è stato revocato. Altri terremoti sono stati avvertiti in Guatemala (4.7 gradi Richter) e ad Antofagasta in Cile (5.1 gradi Richter), anche questi senza danni né vittime.

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