Aquí Madrid – Tertulias y cafés
30 Agosto Ago 2012 1143 30 agosto 2012

Signor Rajoy, cambi registro

«Per il bene della Spagna, non del partito». Il Financial Times lo chiede quasi con riguardo in un editoriale: Signor Rajoy, la prego, cambi registro!
Così la debolezza del premier iberico è bacchettata perfino oltremanica.
I dubbi dell’esecutivo spagnolo ci sono tutti: la richiesta di un secondo salvataggio - stavolta per le casse di Madrid - sarebbe la «più grande umiliazione dall’epoca del franchismo», ma anche una «catastrofe» per il Partito popolare.
Da una parte dunque il flop elettorale dietro l’angolo – considerati gli ultimi sondaggi dove il Pp è sceso in picchiata -, dall’altra porre la Spagna alla stessa stregua di Grecia, Irlanda e Portogallo, non è cosa facile. Men che meno con un governo incoerente, inaffidabile e con poco polso della situazione. Basti pensare all’estenuante tira e molla su quei 100 miliardi chiesti alla Bce per i conti in rosso delle banche.
Le relazioni di Rajoy, per di più, sono pessime anche con le regioni – a partire dalla Catalogna -, molte governate dai suoi stessi baroni, che percepiscono un «eccessivo istinto accentratore».
E lo schiaffo britannico non si fa attendere: «La Spagna dovrebbe parlare con una sola voce, come fa il Portogallo», suggerisce il settimanale, chissà se consapevole o meno dei secolari rapporti poco amichevoli tra portoghesi e spagnoli.
Solo nell’ultimo paragrafo la bibbia economica europea sembra voler dare qualche merito al premier iberico: incoraggianti progressi nelle «buone esportazioni», la lotta contro il deficit e una riforma del lavoro «nella giusta direzione». Almeno secondo il Ft.

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