Nota stonata
31 Agosto Ago 2012 0902 31 agosto 2012

La Repubblica copia Wikipedia

J'Accuse! L'articolo che La Repubblica ha dedicato alla scomparsa di Neil Armstrong è un malcelato copia-incolla della pagina su Wikipedia dedicata al primo uomo sulla Luna. Poche opinioni molti fatti.

La Repubblica:

Neil Armstrong nacque il 5 agosto 1930 in Ohio figlio di Stephen Koenig Armstrong e Viola Louise Engel, famiglia di origine tedesca.

Wikipedia:

Armstrong nacque in Ohio, figlio di Stephen Koenig Armstrong e Viola Louise Engel, genitori di origini scozzesi e tedesche.

E fino a qui, ci può stare. Si prosegue, La Repubblica:

Combattè come pilota di jet per la marina militare americana nella guerra di Corea.

Wikipedia:

Combatté come pilota di jet per la marina militare americana nella guerra di Corea.

La Repubblica:

Per il Programma Gemini comandò la missione Gemini 8, che fu la prima che vide l'aggancio di due oggetti orbitanti, nel 1966, ma subito dopo l'aggancio la missione fu interrotta a causa di un malfunzionamento dei propulsori di manovra.

Wikipedia:

Per il Programma Gemini comandò la missione Gemini 8, che fu la prima che vide l'aggancio di due oggetti orbitanti, nel 1966, ma subito dopo l'aggancio la missione fu interrotta a causa di un malfunzionamento dei propulsori di manovra.

La Repubblica:

Nel 1968 fu comandante dell'equipaggio di riserva nella missione Apollo 8, che prevedeva anche orbite lunari. Il 6 maggio 1968 sfuggì miracolosamente alla morte in un incidente durante una esercitazione con il simulatore volante LLRV (Lunar Landing Research Vehicle).

Wikipedia:

Nel 1968 fu comandante dell'equipaggio di riserva nella missione Apollo 8, che prevedeva anche orbite lunari. Il 6 maggio 1968 sfuggì alla morte in un incidente accaduto durante una esercitazione con il simulatore volante LLRV (Lunar Landing Research Vehicle).

Potrei andare avanti. Ma la parte peggiore in questo guazzabuglio di CTRL+C e CTRL+V è la dicitura in fondo all'"articolo" pubblicato dal sito del quotidiano diretto da Ezio Mauro:

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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