Massimiliano Gallo
Mi consento
2 Settembre Set 2012 0941 02 settembre 2012

D’Alema recensisce Veltroni sull’Unità: è la fine di un’epoca

Definirla la fine di un’epoca può sembrare sicuramente riduttivo. Oggi sulla prima pagina dell’Unità c’è un articolo non meno che deflegrante. La recensione dell’ultimo libro di Walter Veltroni, “L’isola e le rose”, a firma Massimo D’Alema. Il nemico di una vita. In fondo, è un po’ come quella famosa borraccia d’acqua che si passarono Coppi e Bartali. 

Per il popolo della sinistra, soprattutto per i dalemiani, è sicuramente un duro colpo. Quella recensione lì, sbattuta in prima pagina sul giornale di partito, è un colpo si assorbe facilmente. Non potrebbe essere altrimenti per chi ancora ricorda la prima, epocale, battaglia per la segreteria dell’allora Pds dopo le dimissioni di Achille Occhetto. Il popolo dei fax contro il popolo dei voti al congresso.

È difficile, quasi impossibile spiegare, l’odio dei dalemiani per Veltroni. Non basterebbero centomila battute. È qualcosa che si può cogliere solo nell’aspetto luciferino che si coglie nei loro occhi quando si parla, si parlava, dei successi di Walter l’africano. Per i dalemini (non è un refuso) leggere oggi quella recensione, eseguita in perfetto stile veltroniano, sotto quel titolo che sembra scritto da Veltroni, (“Il libro di Walter, un sogno per padri e figli”), è un colpo quasi mortale. Che consegna alla memoria un ventennio di battute sprezzanti, di lotte sotterranee e pubbliche indifferenze.

No, non si può dichiarare così che la guerra è finita, d’improvviso, la prima domenica in settembre. Perché allora, vuol dire davvero che un’epoca si è chiusa. Questo oggi penseranno tutti - dalemiani, veltroniani e quel che resta -, si chiude una pagina durata vent’anni, i tempi sono cambiati, non ci si può più consentire un duello fratricida. La casa comune deve compattarsi. In politica, in Italia, almeno a sinistra, è sempre andata così.

Per evitare il naufragio, si giunse alla fusione tra Ds e Margherita, in quel Pd, sogno democratico di Walter Veltroni che si incarnò a Torino. They care. Oggi, evidentemente, nemmeno quello basta più. Non si è più giovani come una volta. Anzi, i giovani stanno crescendo dentro casa e possono costituire una minaccia. Meglio deporre le armi, anzi riunirle.

Questo post in fondo è un omaggio. Sia pur breve. Sarebbe un delitto sporcarlo col nome della giovane minaccia. In fondo oggi è ancora una volta il giorno di Massimo e Walter. 

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