Schola, magistra vitae
3 Settembre Set 2012 1332 03 settembre 2012

CONCORSO SI, CONCORSO NO/1- Conflitto tra graduatorie

Ormai è sulla bocca di tutti: giornali, giornalisti, addetti del settore, specialisti e professori, ma è certo che sulla notizia relativa al prossimo concorso per insegnanti da poco annunciato dal ministro Profumo, c’è solo una grande confusione.


La confusione è generata da un insieme di fattori. In primis non si conosce ancora il contenuto del bando, che uscirà a fine settembre, ma che ha già aperto una serie di supposizioni poco piacevoli per la classe insegnante. Poi perché l’annuncio, buttato lì dopo le vacanze estive e subito dopo l’approvazione del decreto per le nomine in ruolo dell’anno 2012/13, è sembrato più un rimpasto dal sapore politico, un contentino per qualche ente accreditato, una campagna elettorale anticipata, insomma un abbaglio per l’opinione pubblica, che non una soluzione concreta e reale ai problemi che affliggono il mondo della scuola e i precari con essa. Un concorso che sa di calderone, di rimescolamento delle carte e delle regole già stabilite in ambito scolastico, e che non sembra una vera fase di razionalizzazione e di impegno nei confronti della classe insegnante. E non ci si faccia abbagliare dalla dicitura “quota giovani” “concorso per i giovani” etc.


A sentire i più sembra che in questo calderone possano parteciparvi sia gli insegnanti già abilitati, e iscritti alle Graduatorie ad Esaurimento (Gae), e i non abilitati, fino ad un certo anno di laurea, 2001/2002 per le lauree quadriennali ad esempio. E queste due categorie non sono più giovanissime (si arriva a una media di 35/40 anni) E udite udite sembra che anche i selezionati al Tfa parteciperanno, ma con riserva. Assurdità delle assurdità poi, sembra che ci siano possibilità anche per i docenti già di ruolo che vogliano passare ad un’altra classe di concorso. Vox popoli, cioè notizie che girano creando un po’ di panico, ma di fatto non ancora confermate! E a me pare poco probabile che queste ultime due categoria possano accedervi, per questioni più pratiche che istituzionali.


Quindi lasciando perdere ciò che attualmente è ancora fantascienza, ribadiamo però il concetto che è ridicolo mettere sullo stesso piano di un concorso gli abilitati della Sis e i non abilitati. Innanzitutto perché i sissini hanno già superato una serie di prove che li hanno abilitati e sono entrati nelle graduatorie dei provveditorati, in secondo luogo perché i non abilitati non hanno nessuna formazione alle spalle (che in qualche modo le sis hanno dato nel bene e nel male) e semmai hanno qualche anno di esperienza alle spalle se hanno potuto lavorare nelle supplenze brevi al nord Italia.


Non dimentichiamoci poi di una terza e forse più importante categoria di insegnanti. I vincitori del concorso del 1999 che sono stati penalizzati da tredici anni di precariato (non per colpa loro ovviamente, ma solo perché l’istituzione scolastica non è stato in grado, né ha voluto assorbirli). Costoro, ormai certamente invecchiati a furia di supplenze annuali, perché sarebbero tenuti a farne un altro di concorso? Il senso logico di tutto ciò, ci sfugge. Mi sfugge il senso di proporre un concorso a insegnanti già abilitati (concorso e sis) se non per fare un nuovo rimpasto di posizioni e confusione generale tra diverse tipologie di insegnanti aggiungendo alla nuova graduatoria, disponibile in tempo per le immissioni in ruolo del 2013/14, anche i vincitori del concorso che con questo concorso quindi si abiliteranno definitivamente.


In tutto questo cosa c’entrano i giovani? Precisiamo infatti che i non abilitati non sono poi così giovani se gli si chiede una laurea quadriennale entro il biennio 2001/2002 (to be continued).

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