Jacopo Tondelli
Post Silvio
4 Settembre Set 2012 0916 04 settembre 2012

Il paese di domani non si può permettere una Rai in mano a quelli di ieri (tipo Lorenza Lei)

Ah, mamma Rai. Alla fine per capire quanto il paese sta cambiando, o no, ci si trova a guardare sempre lì. Soprattutto dopo vent'anni sopravvissuti (forse) pericolosamente (di sicuro) dall’azienda pubblica più chiacchierata d’Italia. E così oggi, leggendo i giornali, apprendo che domani al cda, il direttore generale Luigi Gubitosi proporrà per la Sipra - la concessionaria pubblicitaria di Viale Mazzini - un board integralmente rinnovato, ma per nulla nuovo.

Già, perchè leggendo il nome della nuova amministratrice delegata Lorenza Lei sorgono spontanee alcune riflessioni. La prima: Gubitosi che ha preso il posto di Lorenza Lei come direttore generale della Rai le ha trovato nel giro di pochi mesi (meno di tre) un “premio di consolazione”, e non da poco. Perchè? Erano questi gli accordi? Probabilmente sì e, al di là, del caso specifico siamo ancora una volta di fronte alla regola non scritta (ma ferrea) dell’italianità: certe carriere, cascasse il mondo, non finiscono mai.

Dal generale al particolare, poi, la probabile nomina della Lei fa guardare al recente passato e al prossimo futuro come se fossero la stessa cosa. Non sono e non sono mai stati tra quanti pensano che Berlusconi vincesse le elezioni per le televisioni e il conflitto di interessi. Credo però che il normale svolgimento della formazione delle opinioni libere e lo svolgimento di un’economia di mercato (per quanto possibile) facciano a pugni con un sistema radiotelevisive come il nostro. Il duopolio non fa bene, e se uno dei due duopolisti da un lato fa l’imprenditore (cioè punta a far soldi con la pubblicità) e dall'altro nomina i vertici dei concorrenti, qualcosa non funziona.

Lorenza Lei è stato uno dei tanti simboli di questa Rai amputata, zavorrata, che mentre doveva massimizzare il proprio profitto e fare servizio pubblico (per missione), dall’altro doveva guadagnarsi la fiducia dei vertici politici che - magari - avevano altre priorità. In questo, la concessionaria pubblicitaria della Rai dovrà essere, prima o poi, oggetto di attenta analisi delle performance e delle pratiche degli anni scorsi. Davvero si è fatto sempre il meglio per la Rai, costasse quel che costasse ai concorrenti?

Della Rai riparleremo, indagheremo i conti e la funzione di un’azienda come quella, di un’azienda di tutti, e faremo la nostra parte perchè nella prossima campagna elettorale emergano impegni concreti. Nel frattempo la domanda è quasi un imperativo categorico: ma davvero Lorenza Lei “deve” diventare amministratore delegato della Sipra?

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