Fermi con le mani
4 Settembre Set 2012 1249 04 settembre 2012

La sindrome da tifoso di top team

Okei, lo ammetto: amo il calcio. Non solo amo seguire la mia squadra (il Napoli), ma tutto il campionato di serie A, B, serie minori, campionati stranieri ecc.. Ho anche la fortuna di scrivere su Linkiesta, testata seria e rispettata, che tratta argomenti impegnati quali politica e l'economia, ma che volentieri si concede la libertà di trattare argomenti più frivoli, quali appunto il "pallone". E noto con piacere che, anche i lettori, seppur attenti alle dinamiche dello spread e del governo tecnico, non resistano alla tentazione di linkare un articolo che abbia come ingrediente il calciomercato, il calcioscommesse, il calcio e basta. Ci sarebbe da fare un ragionamento a parte anche per i commenti che poi questi lettori lasciano, il più delle volte offensivi ed irrispettosi, ma vabè, nessuno se la prende e poi si sa, guai a toccare la mamma o la squadra di qualcuno, si diventa subito un ultras sfegatato.

I tifosi del Napoli (ma anche quelli di altre squadre "scarognate" come la mia) sanno come il calcio sia spesso una passione masochistica: spendere soldi, tempo e salute per seguire le sorti di un team sempre invischiato in problemi economici e delusioni sportive non è il classico esempio di hobby rilassante. Ciò nonostante, ogni domenica (o quando cavolo si gioca nel moderno "spezzatino") da Lecce a Genova, quella passione va avanti e non c'è sconfitta che tenga, anche se certe volte ti viene veramente da pensare: "Ma chi mmò fa fa?!".

Pensieri questi, che non hanno mai toccato le menti dei tifosi delle GRANDI squadre italiane, o come si dice oggi, dei top team. Milanisti e Juventini hanno bene o male sempre vissuto una vita "calcistica" tranquilla, intervallata da qualche campionato perso all'ultimo (ma rigorosamente conquistato l'anno successivo) e da qualche scandaluccio più o meno punito, ma alla fine sono sempre tornati vincitori. Non inserisco i tifosi interisti in questa categoria perchè. anche se solo per 10 anni, sono stati effettivamente più sfortunati dei tifosi del Napoli e del Torino messi insieme.

Eppure, nonostante la Juve abbia conquistato di recente il suo scudetto numero 28 e il Milan si sia confermato ancora ai vertici del calcio nazionale, inizio ad intravedere una certa difficoltà anche nei tifosi di queste due grandi formazioni. I milanisti non hanno ancora realizzato che l'epoca dei grandi colpi, dei giocatori di classe è finita e che il fair play finanziario e la nuova austerità berlusconiana impongono una riduzione di budget, che tradotto in termini calcistici significa fuori Thiago Silva, dentro Bonera.

Per i bianconeri invece, eh qui la situazione è un pò più complicata. L'onta di calciopoli li ha un pò "scottati" ma il ventottesimo scudetto sembrava aver ridato dignità ad una tifoseria che, negli anni scorsi, disdiceva l'abbonamento a Sky già verso marzo (anche perchè il tifoso juventino sa solo vincere, quando si perde meglio non seguire proprio il campionato). Scudetto conquistato, ad onor del vero, dimostrando di essere una squadra vera, con un bel gioco ed una solidità spaventosa; insomma, dimostrando di essere realmente la squadra più forte sul campo.

Ecco perchè un anno dopo, con una Juve ancora più forte, tutti questi gentili omaggi di Mazzoleni&co., oltre ad essere inutili, mettono in seria difficoltà anche il più accanito juventino che vorrebbe (credo e spero) superare le polemiche dell'era Moggi per parlare solo di goal e assist, ma che si ritrova invece, ancora una volta, a doversi difendere da accuse di furti e regali.

Che poi, anche qui, la logica calcistica è tutta strana: prendersela con uno juventino per un errore arbitrale è come rinfacciare ad un signore che guida la Fiat che gli operai dell'azienda automobilistica sono trattati male...Mmm..alla fine ci sono sempre gli Agnelli di mezzo però, vuoi vedere allora che...

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