THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a Londra
4 Settembre Set 2012 1302 04 settembre 2012

Se la nuova maestra di tua figlia è Miss Londra 2012

Ricordo di aver letto un articolo, alcuni mesi fa, in cui si parlava di una maestra d'asilo considerata "troppo bella" per poter insegnare. Trattasi di Italia, ovviamente, e di madri italiane, ovviamente. Madri di bambini che forse avrebbero amato essere stretti tra le braccia di quella dolce fata che nel tempo libero, si dilettava a fare la modella. Il problema è sorto quando, nella mente delle madri, sono stati i padri ad immaginarsi le effusioni della bella maestra. E proprio quel pensiero così impuro e pieno di vergogna, ha sollevato polemiche tutte femminili tanto che la classe dei bambini si è dimezzata. Sì, avete capito bene, le mamme hanno ritirato i propri bambini dalla scuola.

Oggi sono andata alla prima riunione scolastica nella nuova scuola (pubblica) di Viola. Sono stata accolta da Miss Button. Signorina Bottone. Premi ed avrai la risposta giusta. Sì, Miss Bottone è uno schianto. Ma un vero schianto. Occhi dolci, biondissima, capelli leggermente ondulati, decolleté morbido e abbonante, fisico slanciato, denti bianchi e sorriso da favola. E non vedo l'ora di consegnare Viola tra le sua amabili braccia. La mestra bella e bionda possiede, oltretutto, un curriculum di tutto rispetto. Tra le varie attività, emerge un anno in Italia. Bingo. La fata turchina parla anche l'Italiano. Il suo metodo d'insegnamento è diverso da quello della scuola precedente e mi entusiasma: l'approccio è decisamente più libero. Dopo aver ascoltato attentamente tutte le istruzioni che mi serviranno per tentare di essere puntuale, non dimenticare la divisa per mia figlia, ricordarmi la merenda, e sopratutto non scordarmi di portarla a scuola essenzialmente, e dopo aver visitato lo spazio, seguito il programma didattico, mi sono congedata con tanti sorrisi e ottime promesse per l'anno a venire. Poi ho preso il cellulare ed ho subito chiamato mio marito. Non risponde. Segue un suo messaggio "Scusa, sono sempre in riunione". Rispondo:" Scusa, volevo solo dirti che la maestra di Viola nella sua nuova scuola è uno schianto". E lui: "Me lo scrivi perché vuoi che sia io ad accompagnare Viola a scuola eh?!". Io: "No no, dico davvero, è una figa megagalattica!". Mi piace punzecchiare, ma infondo, è la verità. E perché mai dovrebbe essere così strano. Beh, un po' lo è, non capita tutti i giorni di assistere a cotanta beltà, men che mai pensi che questa dea scesa in terra sia non solo la maestra di tua figlia, ma anche intelligente, carina e brava. Ci penso: il mio LUI, l'anno scorso, non ha mai potuto neanche vedere l'asilo in cui andava Little Miss Sunshine, tanto lavorava. Quindi mi affretto a rispondere ancora: " Sì, questa non te la puoi perdere!". E lo penso davvero. Amerei che mio marito riuscisse a conoscere la persona che passa 6 ore al giorno con sua figlia. E se l'amo per attirarlo allontanandolo per quattro ore dal suo ufficio, dev'esser la maestra gnocca, che sia! Ovviamente per il mio LUI non sarà questo lo stimolo a conoscere la nuova scuola di Viola (?). Ad ogni modo sono certa che la Signorina Bottone si vedrà le presenze a scuola centuplicate. Qui, a Londra, sebbene la donna sia sempre governata dagli ormoni (sicuramente meno della donna mediterranea, come me aggiungo), non ci sono timori particolari. Le donne non devono fare squadra, ne sono nemiche tra loro. Niente di tutto questo. Sono persone normali che conducono una vita normale e che si preoccupano di problemi reali. E nella realtà della loro vita, la maestra gnocca non rappresenta un problema. Perché dovrebbe? Ah già, dimeticavo, la donna mediterranea è gelosa persino di un pensiero, di un'immagine, di una proiezione.

Al contrario della bella maestra americana che insegnava nell'asilo italiano in provincia di Bologna, la Signorina Bottone avrà un gran successo per l'intrattenimento educativo che ha scelto per il nuovo anno scolastico, e le presenze a scuola di certo non si dimezzeranno per la sua bellezza e dolcezza. Anzi.

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