Mambo
6 Settembre Set 2012 0655 06 settembre 2012

Cari Renzi e Bersani, nelle vostre liste c’è posto per i più bravi?

L’età, l’esperienza, gli errori mi aiutano a vedere la resistibile ascesa di Matteo Renzi con un certo distacco. Ogni giorno leggo una critica su di lui che mi pare eccessiva e sue parole che mi sembrano banali. Mi piacerebbe, come ha scritto bene Jacopo Tondelli, che si misurasse sui maggiori dossier del paese mentre lo vediamo trastullarsi con la carriera di alcuni vecchi elefanti del Pd. Mi viene in mente di difenderlo quando leggo alcune dichiarazioni, ad esempio di Giuseppe Fioroni, che gli intimano di dimettersi da sindaco per partecipare alle primarie con una tesi surreale e priva di fondamento. Al tempo stesso la sua polemica anti-casta mi sembra troppo furbesca e scopiazzata da Grillo per dare l’idea che stiamo assistendo alla nascita di un leader del paese.

I giornali amano molto Renzi. Fa notizia perché appena apre bocca nascono polemiche. Alcune mi sembrano totalmente campate per aria. Pensiamo alla questione dell’organigramma in cui i vecchi si spartiscono i posti di potere. Non so se accadrà questo perché non so, e non sanno neppure loro, come andranno le elezioni e se saranno nelle condizioni di essere vincitori e con quanta forza. Può darsi che vincano per poco e debbano spartire con altri. Tuttavia alcuni posti nell’organigramma mi sembrano frutto del buon senso più che del manuale Cencelli. Prendete il caso di Veltroni. Vuol fare il presidente della Camera. Se spetterà al centro sinistra è meglio lui in quel ruolo o un ex membro dello staff di Bersani, D’Alema o Franceschini? Stessa cosa per il ministero degli esteri. È meglio D’Alema o dobbiamo immaginare in giro per le cancellerie mondiali uno che si è fatto le ossa fissando il calendario del leader che oggi vuol vedere morto? Il tema non è il ruolo che avranno i vecchi o quanti giovani polli di batteria, collocatisi per convenienza a destra o a sinistra, dovranno emergere, ma se ci sarà posto per i più bravi.

Sia Renzi sia Bersani tacciono. Nel mondo dell’impresa, della ricerca, dello Stato ci sono fior di personaggi di tutte le età e di ogni genere che possono essere chiamati a dirigere lo Stato attraverso il governo. Perché non leggo un’intervista di Renzi o di Bersani che mi dice che il tal ricercatore che ha avuto successo all’estero può tornare a occuparsi di Università, o che un imprenditore come il fondatore di Eataly può fare il ministro del Commercio estero o quello dell’industria ovvero che Carlo Verdone può fare il ministro della Cultura (conoscendo le sue passioni anche della sanità)?

Sarebbero segnali importanti anche per spezzare queste polemiche che si protrarranno fino al giorno delle primarie e che in questi giorni attirano l’attenzione ma fra qualche ora o settimana avranno gonfiano quelle cose maschili impronunciabili. Il tema della politica non è il suo ricambio assoluto, magari con demagoghi o rivoltosi di palazzo, ma il suo graduale rafforzamento attraverso l’acquisizione di competenze e prestigio che vengono dalla fucina della società. Renzi faccia una sua lista e la comunichi al popolo. Bersani vuole liberarsi dall'immagine del vecchio uomo di apparato? Chiami in ballo nomi eccellenti per far capire qual è il mix fra politica e tecnica che vuole introdurre nel suo governo. E al diavolo i giovani turchi e molti vecchi elefanti grazie ai quali grillo prospera. Bersani e Renzi i nomi dei vostri futuri ministri li dovete fare prima. Solo da quelli si capirà la linea direttrice del vostro possibile governo. In ogni caso, fossi in voi, cioè in Bersani e in Renzi, non considererei la partita già vinta. Ricordatevi di Occhetto.

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