Intervistato.com
7 Settembre Set 2012 1533 07 settembre 2012

Eric Whitacre su Intervistato.com

■ Chi è Eric Whitacre?

Qualche tempo fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Eric Whitacre, compositore inglese noto come l'ideatore del progetto Virtual Choir, che attualmente conta ben tre brani: Lux Aurumque, Sleep e Water Night.

Innanzitutto abbiamo chiesto ad Eric da dove viene la sua passione per la musica, e come ha cominciato a suonare e comporre: ci ha rivelato che da bambino amava moltissimo la musica, anche se non l'ha studiata. Avendo un pianoforte a casa, molto spesso suonava a orecchio alcuni brani e motivetti. All'età di quattordici anni ha fatto una pubblicità per McDonald's, e con i soldi ottenuti si è comprato il primo sintetizzatore e la prima batteria, passando gli anni dei liceo a comporre musica pop, sempre a orecchio. Una volta al college è entrato nel coro, e da lì non ha mai più smesso.

Eric ha incominciato dunque a studiare musica dal punto di vista tecnico molto tardi, e confessa di avere ancora problemi a scriverla, non è qualcosa che gli viene in modo completamente naturale, nonostante oramai abbia un Master.

Abbiamo chiesto da dove è venuta l'idea per il Virtual Choir: diverso tempo fa una fan ha postato un video su Youtube, in cui cantava la parte del soprano di “Sleep”. E' stato in quel momento che Eric ha avuto l'idea: se si potesse convincere 50 persone a cantare in chiave e tempo corretti, e si facessero partire tutti i video contemporaneamente, allora si dovrebbe ottenere un coro, dovrebbe funzionare.

Tecnicamente il progetto ha richiesto moltissimo lavoro, specialmente per la parte di pulizia e sincronizzazione dei brani: molto spesso infatti le registrazioni avevano rumore di fondo da pulire, e non erano perfettamente allineate. Paradossalmente, tuttavia, ci è voluto lo stesso tempo – 3 mesi – per completare l'editing di Lux Aurumque e Sleep, nonostante quest'ultimo avesse più di dieci volte la quantità di video di Lux Aurumque: questo perché per il primo video tutto il lavoro è stato svolto da una sola persona, mentre per il secondo erano previsti due team, uno per la parte audio e l'altro per la parte video.

Abbiamo chiesto a Eric se pensa che sia possibile fare lo stesso tipo di progetto anche per altre discipline artistiche, e lui ci ha svelato che per lui il prossimo passo sarebbe naturalmente la danza. Sarebbe molto interessante raccogliere video di persone che ballano, con una coreografia preimpostata, e infine editarli così come è stato fatto nel caso di Virtual Choir: sarebbe addirittura possibile costruire immagini usando i vari video, ma naturalmente si sta cominciando solo ora a esplorare le infinite possibilità che questo tipo di approccio offre.

Eric ci ha svelato anche quali sono le sue più grandi fonti di ispirazione dal mondo della musica classica: in primo luogo la Nona di Beethoven, seguita da La sagra della primavera di Stravinsky, e praticamente qualsiasi cosa composta da Bach. Tra i compositori più recenti, invece, Eric elenca John Adams, compositore americano, Arvo Pärt, compositore estone, e Anders Hillborg, svedese.

Per quanto le modalità per ascoltare nuova musica ed esplorare sempre nuovi territori, Eric ci ha raccontato di avere fondamentalmente due fonti: in primo luogo i suggerimenti e i consigli di ascolto degli amici, e in secondo luogo l'esplorazione di YouTube, passando da un video all'altro. Recentemente, i suoi fan hanno cominciato a condividere musica anche sulla sua fanpage, offrendo una ulteriore fonte di ispirazione.

La nostra ultima domanda verte intorno all'utilità di strumenti come iTunes Genius o altri algoritmi rispetto a un approccio maggiormente orientato ai social network: dopo averci parlato di Netflix e del loro accuratissimo algoritmo, tuttavia, Eric ha espresso una preoccupazione in merito a un utilizzo esclusivo di questo genere di strumenti. Gli algoritmi si basano su cose già viste o aggiunte ai preferiti, e probabilmente diventeranno sempre più raffinati, ma il problema è che faranno sempre vedere quello che potrebbe piacere, e mai cose realmente nuove e diverse.

Naturalmente invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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