Rodolfo Toè
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7 Settembre Set 2012 1055 07 settembre 2012

Per parlare col Kosovo, rivolgersi all'Albania.

Passò alla storia l'ironia di Henry Kissinger, che da Segretario di Stato Americano espresse il proprio scetticismo nei confronti dell'unificazione europea, chiedendo : "A chi devo telefonare, se voglio parlare con l'Unione Europea ?". A tale aforisma potrebbero ricorrere coloro che, nello scacchiere geopolitico dei Balcani, sono timorosi dalla possibile nascita di una grande Albania: nella giornata di ieri, infatti, la giovane Repubblica di Kosovo ha espresso con decisione parlamentare la volontà di abbandonare il prefisso telefonico internazionale Serbo (+381) per adottare quello Albanese (+355).

La scelta ha ovvi motivi pratici: ad oggi il Kosovo non è membro né dell'Onu né dell'Unione Internazionale delle Comunicazioni. Pertanto, non può adottare un proprio prefisso internazionale. Al momento i cittadini hanno dovuto destreggiarsi utilizzando il prefisso Serbo oppure quello Sloveno (+386) e Monegasco (+377). Con conseguenti costi elevatissimi. Pertanto, considerando “l'elevato traffico della popolazione kosovara in Albania e viceversa” (secondo la tv nazionale), l'opzione più logica è sembrata utilizzare il prefisso telefonico della nazione vicina.

Ma il significato simbolico di questa novità non passa certo in secondo piano. Ed è foriera di presagi nefasti per chi osteggia la creazione di una Grande Albania, paventandola oggi come la principale minaccia alla stabilità della regione. Non è irrealistico ipotizzare che in futuro la giovane repubblica farà sempre più affidamento sulla propria “sorella maggiore” per far fronte ai propri problemi. Che il Kosovo non sia, ad oggi, capace di garantire la solidità delle proprie istituzioni è talmente evidente che solo qualche settimana fa il giornalista (e cittadino) Kosovaro Ekrem Krasniqi, con un involontario autogol, suggeriva alla Germania di assumere de facto il controllo sul paese. E' pure recentissima la decisione dell'Unione Europea, su esplicita richiesta del Presidente del Kosovo Atifefe Jahjaga, di estendere per altri due anni la missione del contingente Eulex.

Insomma il Kosovo, da solo, non ce la fa. E se qualcuno volesse parlarci, per dirla alla Kissinger, in futuro dovrà chiamare l'Albania.

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