Da mamma a mamma: Take it Easybaby!
13 Settembre Set 2012 2306 13 settembre 2012

The ex file

Ormai sei una mamma, una moglie, una donna adulta, una professionista che con il passato ha chiuso de-fi-ni-ti-va-men-te.
Nessun grillo per la testa, c’è la crisi, le bollette da pagare, il bollo, la spesa, i bambini da amare e da crescere, un marito adorato con cui condividere la vita, con cui lottare per far quadrare il bilancio, con cui litigare per sfogarsi e per poi fare la pace, con cui fare l’amore la sera, aggrappandosi l’uno all’altra con tutta la forza dell’amore e della stanchezza.

Come sei arrivata fino a oggi?
Cammini per strada, per anni, prima sola, poi in due, una nuova mano nella tua, quella giusta, ora lo sai, e così le mani nelle tue sono diventate due.
Casa, lavoro, casa, supermercato, casa al mare, vacanze, ufficio, poste, montagna, maestre, giorni, bambini, un’altra vita, un’altra te e credi, ne sei convinta, di essere riuscita veramente a lasciarti tutto alle spalle.
Ormai la tua vita è oggi e ti piace, davvero, è tutto quello che vuoi e sei certa che la strada che ti ha portato fino a qui, fino a questa sedia, fino a ora, non sia stata determinante, non abbia fatto la differenza ma, come sempre, la vita ti aspetta per smentirti.

Così succede, proprio quando ti eri convinta che non sarebbe successo più.

Certo, è innegabile, la scena te l’eri immaginata completamente diversa. Tu eri in perfetta forma, i bambini educatissimi, i vestiti all’ultima moda, occhi smokey da gattona, capello effetto Panten, un jeans largo buttato lì ma sexy da morire, a fasciare le cosce tornite e snelle che non hai mai avuto, nemmeno a 16 anni.
Lo incontri per caso, è un pomeriggio di inizio autunno, il vento fra i capelli, le foglie vi incorniciano mentre cadono, fiocchi dagli alberi spogli.

Lui si avvicina e tu non provi nulla, sorridi affabile, lo abbracci forte, ridi e leggi nel suo sguardo la malinconia, persino la disperazione, per averti lasciata andare.

“Come stai?”
“Bene, sto benissimo, davvero. E tu?”

Ma non aspetti la sua risposta, guardi altrove, dici qualcosa a tuo figlio, sei una roccia, anche di fronte ai suoi sguardi imbarazzati e inadeguati. Lui di fronte alla tua splendida forma e al tuo sorriso disarmante, di fronte a te, si sta sciogliendo sull’asfalto, lo senti gocciolare.
Un bacio, perfino una carezza crudele per torturarlo, per sferrare l’ultimo fendente prima di voltargli le spalle mentre i tuoi piccoli ti trotterellano intorno ubbidienti e servizievoli (come mai saranno prima e dopo di allora).
Un ultimo sorriso, carico di pietà inespressa, a rallentatore, giusto per imprimere nella sua memoria sanguinante tutto quello che eravate, ancora e ancora, per ricordargli tutti i sogni che ha spezzato ma che ora non ti importano più.
Te ne vai, hai vinto e lui, a distanza di anni, ha perso, le braccia lungo i fianchi, ti osserva andare via. Dopo una ventina di passi alzi una mano senza voltarti per salutarlo, sai che lui ti sta guardando ma tu lasci che sia quel gesto a dare l’ultimo affondo.
La sua sagoma disegnata con il gesso bianco sull’asfalto, ecco cosa rimane del tuo ex.

Nei tuoi sogni…

Per davvero?

Hai i capelli sporchi, il mollettone (ma non lo metti mai!!! Perché proprio oggi?!), leggings impietosi, stai portando i bambini dall’esorcista perché da un paio di giorni parlano al contrario e appiccicano caccole in giro per casa in una zuffa continua.
Ti senti picchiettare su una spalla ed eccolo lì, il tuo passato non è mai passato, sta in piedi di fronte a te e tiene per mano una bionda rampante.
(Dov’è tuo marito in questi momenti?)
Due contro uno, domande incalzanti, imbarazzo solido, parole straripanti per riempire le pause di silenzio cariche di tensione.
Poi uno sguardo fra te e lui s’insinua impertinente nella farsa della buona educazione che continua indisturbata per la bionda che non smette di parlare, non si rende conto di nulla. Nonostante gli anni, la rabbia, il rancore, il mollettone, i giorni infiniti e le vite che vi hanno separato, siete ancora voi due.
Occhi negli occhi per un secondo ed è tutto lì, siete di nuovo voi, passato e presente sono una cosa sola.
Quello che non ti aspettavi quando immaginavi questo momento, è che in quello stesso sguardo, questione di secondi, ritrovi il tuo ex così come lo hai lasciato ma finalmente, gli stai dicendo anche addio.
In un sorriso accennato, nella carezza che lui posa sulla testa di tuo figlio, nella domanda di circostanza che è costretto a farti, lo stai lasciando andare. Non sei più sua, non è più tuo, non ti piace più, ti stai annoiando, vuoi solo andartene via con i tuoi bambini stretti per mano, andare a casa ad incastrarti come un mattoncino di Lego nell'abbraccio di tuo marito. Quest'uomo, per cui eri pronta a morire, non conosce i tuoi figli, non sa chi sono, è un estraneo. Saluti la bionda educatamente, saluti lui. Quegli occhi, quelle labbra, quel pezzo di strada percorso insieme, quell’amore disperato, preso e restituito, a cosa è servito?

A tutto, per arrivare fino a te, amore mio…

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook