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14 Settembre Set 2012 1130 14 settembre 2012

Cos'altro Renzi può imparare da Obama. Una piccola riflessione sull'articolo di Gallo

Prendo spunto dall'articolo di Massimo Gallo appena pubblicato.


Il pezzo è davvero molto interessante e vorrei aggiungere un pensiero. Renzi è stato alla convention democrat di Charlotte, Carolina del Nord, da dove ha tratto (almeno in parte) ispirazione per l'estetica e la maniera del suo evento. Mi chiedo però se oltre agli aspetti organizzativi di una convention ha parlato con qualche analista di come gli strateghi di Obama sono riusciti a costruire l'identità di Romney prima che ci riuscisse lui.


L'ex governatore del Massachusetts quando si è buttato nella corsa per l'Ufficio Ovale di quest'anno era ancora quasi completamente sconosciuto alla grande maggioranza degli americani. Non importa se ha governato uno Stato e se aveva già provato, nel 2008, a diventare il candidato repubblicano per la Casa Bianca. Quando Romney a inizio 2012 è arrivato a Des Moines, in Iowa, per il primo caucus di questo tornata elettorale non era assolutamente conosciuto. Che cosa Romney fosse era una domanda a cui pochi americani sapevano rispondere. Nell'immaginario collettivo delle persone non c'era ancora niente. E non riuscire a colmare subito questo gap è stato il grande errore della sua campagna.


A trovare una risposta adeguata alla domanda che tantissimi americani si ponevano ci ha pensato il team Obama. Subito lo ha identificato come il cattivone finanziere che se ne frega della classe media. E fino a oggi Romney non ha avuto modo di scostarsi da quest'immagine. Qualsiasi tentativo non ha sortito effetto. L'immagine è troppo potente e all'average joe, nomignolo americano per definire la persona media, piace essere "contro" il potere, pensare che ci sia una causa sola alla difficile situazione economica di oggi lo fa sentire meglio. "Essere contro" è un sentimento - come ricordano tutti gli strateghi politici americani - che muove molto di più le persone. Un'altra versione della stessa massima, firmata David Axelrod: si vota contro non per.


Ora Renzi che come scrive Gallo ha presentato un'immagine ancora poco definita di sé (si regge su un unico pilastro, quello della gioventù) deve evitare che i suoi avversari facciano di lui ciò che Obama ha fatto di Romney. Parlare di ciò che ha fatto come sindaco di Firenze è sicuramente un ottimo inizio. Se no rischia di essere definito dai suoi avversari.

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