Intervistato.com
19 Settembre Set 2012 1241 19 settembre 2012

Carlo Massarini su Intervistato.com

■ Chi è Carlo Massarini?

Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Carlo Massarini, noto giornalista televisivo italiano: abbiamo parlato delle origini della trasmissione MediaMente, il futuro dell'integrazione tra nuovi e vecchi media, e le cause del ritardo italiano per quel che riguarda l'approccio di brand e politici ai social network.

In primo luogo abbiamo chiesto come è nata la trasmissione MediaMente: si è trattato di una felice intuizione dell'allora vice-direttore di Video Sapere, poi diventata Rai Educational, Renato Palascandalo. Già verso la fine dell'anno 1994 aveva visto "in mezzo alla nebbia di allora", anticipando la trasformazione dei mezzi di comunicazione che abbiamo visto in questi ultimi anni. Il risultato è stato un vero e proprio servizio pubblico, che raccontava la fondamentale evoluzione del mondo della comunicazione, e le conseguenze nei comportamenti e negli stili di vita delle persone.

Abbiamo chiesto a Carlo la sua opinione riguardo alle affermazioni del Ministro Severino, secondo la quale Internet dovrebbe essere più regolamentato e controllato. A suo avviso il web di per sé, come tutte le situazioni nate e cresciute libere, non ha bisogno di regole. Esiste un codice penale, e se qualcuno lo infrange è giusto che venga giudicato di conseguenza: il codice è sufficientemente completo e sperimentato per valere anche nel caso di Internet. Purtroppo nella società contemporanea c'è molta voglia di tenere Internet sotto controllo, proprio perché si tratta di uno strumento di libertà.

Abbiamo chiesto se in Italia c'è spazio per programmi di divulgazione tecnologica, ma secondo Carlo questo manca. Guardando i palinsesti risulta abbastanza chiaro che al momento non c'è praticamente nulla in materia, a parte qualche raro programma su satellite. Carlo ha provato a parlare con la Rai per fare un programma del genere, ma non c'è molta attenzione nei confronti dell'informazione scientifica e tecnologica in Italia.

A suo avviso manca la visione, così come è mancata anche ai politici italiani negli ultimi 15 anni, dato che non hanno contribuito, aiutato, facilitato o agevolato la diffusione dell'uso di Internet in Italia, per non parlare della banda larga. Quando manca la visione del futuro, si parla del presente spacciandolo per futuro prossimo, ma una reale visione di cosa succederà tra 5 o 10 anni è totalmente inesistente.

La non adeguatezza dell'approccio di politici e aziende al web ha portato in diversi casi a vere e proprie crisi: secondo Carlo ci troviamo come al solito in mezzo a un guado, una fase di passaggio creata dall'irruzione di un nuovo sistema di comunicazione che ha come diretta conseguenza la disintermediazione e la creazione di un sistema di collegamento diretto tra consumatori e aziende, elettori e politici, produttori e clienti. Abbiamo da una parte un mondo di cui si conoscevano pregi e difetti, e dall'altra un nuovo mondo di cui si intravedono le potenzialità, ma che è ancora in buona parte da esprimere, e l'integrazione è molto difficoltosa.

Un'altra domanda che abbiamo fatto a Carlo riguarda la possibilità di un'integrazione tra TV e nuovi media: secondo Carlo una vera e propria integrazione non è possibile. Certo, un'integrazione superficiale sarebbe fattibile: si possono fare programmi su Internet e in televisione, oppure programmi sul web che abbiano valenza televisiva (seppur limitata), ma una vera integrazione die due sistemi non è possibile perché nascono con caratteristiche diverse, uno come media personale e l'altro come media di massa. Sarebbe come incrociare due cose geneticamente diverse.

In chiusura abbiamo chiesto a Carlo come pensa che evolverà il modo di usare i social media nel caso di rivoluzioni e movimenti sociali, alla luce delle riflessioni sull'unicità della Primavera Araba come fenomeno non più replicabile: secondo Carlo evolverà come l'arte della guerra, tra informazione e controinformazione. Si tratta di dispiegare i mezzi e procedere con la guerriglia tecnologica.

Naturalmente invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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