Chiedi alla polvere. Storie di droga e narcotraffico
23 Settembre Set 2012 1554 23 settembre 2012

Il generale di El Chapo Guzman

Compare anche lui nel libro paga di Joaquin Guzman, alias El Chapo: un alto generale dell'Esercito messicano responsabile del personale al ministero della Difesa. Assoldato dal boss del cartello di Sinaloa con un compenso di 10 milioni di dollari per trattare un "patto segreto" con Guillermo Galvan, il segretario generale del ministero della Difesa, Marisela Morales, la responsabile della procura federale,e il vicecapo operativo dello Stato Maggiore, Genaro Robles. Ma il generale di brigata Juan Manuel Barragán ha fallito, non ha saputo proteggere gli affari del cartello. E così il cartello l'ha scaricato, portandolo davanti alla Corte di giustizia. Una prima soffiata anonima è arrivata alle orecchie della magistratura il 3 novembre 2011, data in cui si sono aperte le indagini.

Secondo i narcos, Barragán tra l'inizio e la fine del dicembre 2011 aveva più volte promesso che avrebbe fissato un incontro con Galvan. Alla fine dell'anno, però, di quell'appuntamento tanto atteso non si hanno più avute notizie. Così gli uomini del cartello hanno diffuso un video registrato con delle microspie nell'ufficio personale del generale. Mostrava gli incontri del generale insieme agli emissari del cartello di Sinaloa, nelle ultime settimane del 2011. "Per sigillare l'impegno a cooptare il Segretario della Difesa per dare protezione e cartello di El Chapo Guzman, il generale Barragán ha voluto 140 milioni dollari per corrompere Galván", ha detto agli agenti del SIEDO, "l'antimafia" messicana Humberto Murguía Guerrero, uno degli emissari di El Chapo.

PGR/SIEDO/UEITA/004/2012. È questo il codice identificativo dell'inchiesta condotta dalla Procura federale messicana. A sorreggere l'accusa, c'è quel video in cui si vede Barragán che riceve nel suo ufficio a Lomas de Sotelo gli emissari di El Chapo. Le manette sono state immediate per il generale di brigata, in cella dallo scorso 30 gennaio. Ma solo oggi la procura ha disegnato i particolari delle trame che legavano Barragán al superboss del narcotraffico.

Nessuno mette in dubbio che l'uomo nei video sia il generale. Lo ha ammesso lui stesso: "So chi sono Humberto e Óscar Murguía Guerrero". I due gli hanno recapitato un ordine molto preciso: Barragán doveva interrompere le missioni nel nord ovest del Paese e la persecuzione ai danni del leader del cartello. Il generale ha sempre detto che i due sono entrati nel suo ufficio con l'inganno, perché prima degli incontri di dicembre non sapeva chi fossero.

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