Keynes Blog
25 Settembre Set 2012 0852 25 settembre 2012

Alesina e Giavazzi propongono la sanità all'americana: un sistema fallimentare, costoso e inefficiente

Spesa sanitaria (pubblica e privata), OCSE 2009

Nell'editoriale domenicale sul Corriere della Sera, Alesina e Giavazzi descrivono il sistema sanitario italiano come insostenibile. Eppure costa meno, allo Stato e ai cittadini, che il sistema prevalentemente privato all'americana.

“L’allungamento della vita ha anche prodotto un aumento delle spese per la salute. Un anziano oltre i 75 anni costa al sistema sanitario ordini di grandezza superiori rispetto a persone di mezza età. Risultato, la nostra spesa sanitaria oggi sfiora il 10 per cento del Pil...
Dobbiamo ripensare più profondamente alla struttura del nostro Stato sociale. Per esempio, non è possibile fornire servizi sanitari gratuiti a tutti senza distinzione di reddito. Che senso ha tassare metà del reddito delle fasce più alte per poi restituire loro servizi gratuiti? Meglio che li paghino e contemporaneamente che le loro aliquote vengano ridotte. Aliquote alte scoraggiano il lavoro e l'investimento. Invece, se anziché essere tassato con un'aliquota del 50% dovessi pagare un premio assicurativo a una compagnia privata, lavorerei di più per non rischiare di mancare le rate.” Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, Corriere della Sera, 23 settembre 2012

In molti hanno commentato ieri l'editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi pubblicato domenica dal Corriere della Sera, mettendo in evidenza gli errori dei due economisti.

In particolare il blog Phastidio ha rilevato che è falso affermare che in Italia la spesa sanitaria sfiori il 10%. La spesa totale (pubblica e privata) arriva al 9,3% ma quella pubblica è solo il 7,1%. E, come evidenziano i dati OCSE, essa è perfettamente sotto controllo.

Ma ci pare che nessuno dei commentatori abbia posto in evidenza un dato che a prima vista potrà sembrare curioso, ma è invece perfettamente logico. Ci riferiamo alla spesa pubblica per la salute in un paese con un sistema sanitario prevalentemente basato sulle assicurazioni private, come gli USA, un tipo di sistema che (almeno prima della riforma Obama) corrispondeva ai desiderata di Alesina e Giavazzi.

Ebbene si scopre che gli Stati Uniti hanno una spesa sanitaria totale (pubblica e privata) decisamente enorme, la più alta dei paesi OCSE: il 17,6% del PIL. Di questa, il 48,2% è spesa pubblica. Ne consegue che la sola spesa pubblica per la sanità, negli USA, ammonta all'8,4% del PIL, ovvero 1,3 punti in più della nostra.

Non solo: il sistema Medicare/MediAid, eventualmente integrato dal welfare dei singoli Stati, non copre universalmente tutti i cittadini come i sistemi europei, ma solo specifiche categorie (anziani, bambini, poveri, disabili). Si arriva quindi al paradosso di una spesa pubblica maggiore, ma meno cittadini coperti.

Tutti gli altri devono rivolgersi alle assicurazioni private, il che spiega come mai la spesa privata in salute sia così elevata. E, nonostante il sistema di assicurazione sanitaria pubblica, oltre 50 milioni di americani, che non rientrano nei criteri del Medicare/Mediaid e non possono permettersi una assicurazione privata, rimangono senza alcuna copertura sanitaria. Con la riforma Obama questo numero si ridurrà, ma le stime parlano di 25 milioni di cittadini che rimarranno comunque scoperti.

Questo fallimentare sistema, costoso e meno efficace del welfare universale, è ciò che propongono Alesina e Giavazzi. I quali invece descrivono il sistema italiano come insostenibile. Eppure costa meno, allo Stato e ai cittadini, che il sistema prevalentemente privato all'americana.

I dati OCSE sulla spesa sanitaria possono essere scaricati qui: http://www.oecd.org/els/healthpoliciesanddata/oecdhealthdata2012-frequentlyrequesteddata.htm

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