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25 Settembre Set 2012 1246 25 settembre 2012

Ecco l’Huffington Post, una prima analisi

Sesta edizione per The Huffington Post, quarta lingua dopo inglese, francese e spagnolo, il secondo in partnership con un editore nazionale dopo l'esperienza francese.

Questi i primi numeri facilmente recuperabili dall'esterno ai quali faranno seguito molto presto i primi dati di traffico e di vendita a cura dell'editore.

Parte con molta pubblicità nella forma sostanzialmente di sponsorizzazioni per sezioni e con le classiche cornici (skins) tanto care agli inserzionisti, ma molto poco editoriali perché tendono a soffocare il contenuto. Non è una sorpresa visto che il lancio era previsto da mesi e l'azione di vendita si è articolata nel tempo sfruttando le giuste e logiche aspettative.

Tra le sei sezioni editoriali stupisce l'ultima, Diritti, assente nelle altre versioni internazionali. Forse un primo segnale di "indipendenza" e di differenziazione della testata italiana a sottolineare un particolare impegno nel coprire questo genere di notizie e anche nel taglio editoriale complessivo del prodotto. L'anticipazione del MANIFESTO (tutto maiuscolo!) dell'ex Ministro tremanti raccoglie ben 5 Mi piace di Facebook, ma è ormai noto da tempo quanto poco attendibili siano questi valori, spesso gonfiati artificialmente. Leggendo i 20 commenti sorge il dubbio che possa essere un altro caso di inflazione artificiale.
Per il resto non c'è molto da aggiungere. I blog nella home page raccolgono una media di una decina di commenti a testa, salvo i due editoriali di Arianna Huffington e della direttrice che, giustamente, suscitano un dibattito e un buon livello di partecipazione. Il look ricalca quello delle altre edizioni replicando una soluzione che coniuga bene contenuto in quantità e chiarezza nella presentazione secondo uno stile ormai copiato da molti. Qualche piccolo inconveniente tecnico è giustificato considerando la giovane età e sicuramente meccanismi produttivi da oliare nelle prossime settimane.

Benvenuto all'HuffPost e grande curiosità per vedere gli effetti e le ripercussioni che potrà apportare al mercato delle news in Italia.

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