Una figlia come te
26 Settembre Set 2012 0654 26 settembre 2012

Il mio programma pre-parto: ristoranti, cinema, teatro

Se è vero che la maternità porta a molte rinunce sul fronte della vita sociale, la gravidanza funziona un po’ come una tessera del turista: ti ricorda, soprattutto man mano che vai avanti, che hai poco tempo per goderti i piaceri della vita giovane di coppia e quindi devi organizzarti bene per fare tutto. È come essere a New York per cinque giorni: prima della partenza (che in questo caso è un arrivo) devi vedere almeno il Central Park, il Rockefeller Center, la Fifth Avenue, la Statua della Libertà, fare un giro a Soho e al Village. Del resto lo consiglia anche la bibbia “Cosa aspettarsi quando sia aspetta”: passate in rassegna tutti i vostri posti preferiti dove sarà difficile entrare con una navicella (ossia la carrozzina) e soprattutto con un neonato.

Grazie a questa filosofia negli ultimi mesi mi sono data da fare. Ho messo da parte la solita pigrizia da “tanto ci posso sempre andare”, quella per cui vivi a Roma e non hai mai visto la Cappella Sistina o l’interno del Colosseo (tranne quando ti hanno obbligato a quella gita scolastica), e ho fatto il grande passo di acquistare i biglietti. “Non ci posso sempre andare”, mi sono detta.

Il programma è stato forse non fittissimo, ma di grande soddisfazione. Mi sono emozionata con l’orchestra e il balletto del Teatro dell’Opera a Caracalla, per la Giselle. Poi c’è stata la sera di mezza estate nella splendida cornice di Villa Pamphili, le note appassionate della Tango Spleen Orquesta ad accompagnare i passi di una coppia di tangheri. Non mi sono risparmiata nemmeno la performance degli Schiaffeggiatori tirolesi, quando ero in vacanza in montagna. E poi le visite culinarie nelle trattorie romane (ovviamente organizzate sempre dopo i controlli da Mr G., per evitare ripercussioni sulla bilancia, e sul mio ego).

In agenda, ancora da spuntare, io e Mr P. abbiamo una cena di carne alla brace nel nostro posto preferito a Grottaferrata, una tappa al cinema (in genere preceduta da pit-stop con hamburger e patatine fritte) e il concerto dell’Orchestra giovanile italiana all’Accademia di Santa Cecilia.

Un programma un po’ coatto-paninaro e un po’ classico. Perché, in fondo, non ci piacciono le etichette. Ci piace fare tutto, senza pregiudizi, dalla A alla Z. Speriamo che anche le bebè sia così.

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