Mambo
1 Ottobre Ott 2012 0753 01 ottobre 2012

Monti si liberi dell’abbraccio mortale dei cespugli centristi

Se ci fosse una Protezione civile destinata a tutelare la politica ovvero un WWF per gli umani dovrebbe intervenire per salvaguardare due persone. Parlo di Mario Monti e di Pierluigi Bersani. L’uno premier, l’altro leader, contestato, del partito di sinistra hanno avuto il merito di aver dato vita e continuità a un governo che al netto dei suoi limiti e difetti, e di alcuni ministri chiacchieroni, ha dato rispettabilità a un paese la cui immagine internazionale si era degradata.

Ora sia l’uno sia l’altro sono minacciati più che dai loro avversari dai loro supporter. Prendiamo il caso di Monti. Una parte della sinistra lo avversa, lo fanno anche Di Pietro e Maroni. È normale. La sinistra radicale ha alcune buone ragioni dalla sua parte soprattutto quella di portare in evidenza la sofferenza di milioni di italiani. Peccato che non abbia una ricetta per affrontare la crisi.

Ma la minaccia a Monti viene invece da chi dice di volerlo ancora per lungo tempo a palazzo Chigi. Prendiamo quei tre, Casini, Fini e Montezemolo. I primi due galleggiano nella politica da tempo, l’altro ha fatto il tira e molla per intere stagioni. Se Monti resta affidato all’immagine riflessa che loro trasmettono non va da nessuna parte. Il loro bacino elettorale naturale è troppo scarso né basta il nome di Monti per farlo diventare più largo. Casini e Fini inoltre non rappresentano una vera soluzione politica avendo negli anni sostenuto tante di quelle posizioni contraddittorie che l’elettorato difficilmente saprebbe quale di esse se deve rispecchiarsi nel Monti bis. Insomma, sembrano come quei personaggi singolari che appaiono in ogni intervista tv di strada che cercano di farsi fotografare con il leader inquadrato dalle telecamere. Si vede che ci sono ma non si capisce che cosa fanno.

Bersani deve guardarsi dalla sua ala sinistra e dai suoi “ggiovani”. Il loro atteggiamento è molto scolastico e non allontana il sospetto, conoscendone il curriculum (non solo i vecchi come me ce l’hanno ma anche loro) che si siano collocati a sinistra perché era l’unico spazio lasciato libero. La sinistra vera, quella europea, ha tratti meno dottrinali di quelli che il buon Fassina vuole proporre. Basta guardare a ciò che deve affrontare Hollande e ai problemi che si pone la Spd all’avvicinarsi delle elezioni tedesche. Bersani ha inoltre il problema di doversi difendere anche da quella parte della nomenklatura che lo appoggia per salvarsi mentre lui dovrebbe scaricarla per salvare se stesso.

Insomma ci sono tutte le condizioni per una soluzione umanitaria che metta in salvezza due personaggi della politica attuale che rappresentano al tempo stesso la drammaticità della crisi ma anche il volto rispettabile della politica. Da sempre il problema dei leader non è quello di come si difendono dal nemico ma di come si distaccano da chi dice di essere amico. Per Monti questo vuol dire non farsi tirare per la giacchetta da personaggi usurati da tante battaglie. Per Bersani non farsi prendere in un gorgo in cui non si vede il fondo.  

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