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2 Ottobre Ott 2012 0138 01 ottobre 2012

Elogio della stronza. Le donne che hanno reso celebri i successi discografici

Parte il pezzo, cominci a canticchiare qualche strofa saltando o inventando parole che sei convinto facciano parte del testo finchè ti rendi conto di quello che dici e, in alcuni casi, ti chiedi : "Ma queste stronze, chi sono?". Orde di cantanti, famosi, popolari e no, cantano di stronze: li hanno aiutati a partorire pezzi molto sentiti, sono state proprio loro a portarli al successo, ad averli tenuti per settimane ai primi posti delle hit, ad aver reso alcuni pezzi così amati da essere cantate sui pullman durante le gite scolastiche e a essere diventate jingle quando chiami la tua compagnia telefonica. Benché si possa nutrire un profondo senso di rispetto (in alcuni casi, anche di pena) per questi uomini avviliti e distrutti dal dolore per i raggiri e i maltrattamenti subiti da stronzissime donne, mi rendo conto che si possa diventare perfino invidiose di queste osannatissime "personagge". Le stronze celebrate nei celebri successi discografici rimangono avvolte da mistero e oggetto di studio, e dopo averci pensato posso "sintetizzare" i migliori elogi in questi 10 pezzi:

"Bella stronza" di Marco Masini- Non c'ha pensato certo due volte il buon Marco, e la stronza te la sbatte già sul titolo lasciando poco spazio all'immaginazione. Consapevole della bellezza della amata, più volte la definisce bella, ma questo non lo limita a darci decisamente dentro quando dice: "mi verrebbe di strapparti quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte finché viene domattina ma di questo nostro amore così tenero e pulito non mi resterebbe altro che un lunghissimo minuto di violenza e allora ti saluto...bella stronza".

"Malafemmina" di Totò (interpretato da vari autori)- Capolavoro del genio di Totò, canta consapevolezza e rassegnazione: "Femmena, si tu peggio 'e na vipera, m'e 'ntussecata l'anema, nun pozzo cchiù campà. Femmena, si ddoce comme 'o zucchero però sta faccia d'angelo te serve pe 'ngannà... "

"Fatti mandare dalla mamma" di Gianni Morandi- Classico caso dell'uomo masochista: lei è uscita da scuola insieme ad un altro, mano nella mano, e lui che fa? Invece che dirne di ogni alla sua fidanzata, intima (anzi, non ha nemmeno gli attributi per dirglielo in faccia, e gli manda a dire) che a quel coso gli spaccherà il muso e, oltretutto, continua ad umiliarsi così: "Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, presto scendi, scendi amore ho bisogno di te, ho bisogno di te, dai scendi, vieni giù." Gianni, a ripigliate!

"Non è Francesca" di Lucio Battisti- Qui si gioca alla tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo... al massimo canto. "Ti stai sbagliando chi hai visto non e', non e' Francesca. Lei e' sempre a casa che aspetta me non e' Francesca. Se c'era un uomo poi, no, non puo' essere lei. [...] Come quell'altra e' bionda, pero' non e' Francesca. Era vestita di rosso, lo so, ma non e' Francesca. Se era abbracciata poi, no, non puo' essere lei." Il colpo di grazie è: "Francesca non ha mai chiesto di piu' perche' lei vive per me." Si, ok. Certo.

"Brava" di Vasco Rossi- Ne ha cantate davvero tante di stronze, Vasco, ma questa è di gran lunga la peggiore: "[...] ti sei voluta prender gioco di me ti sei voluta divertire, ed hai voluto vedere fino a che punto potevi arrivare fino a che punto mi potevi umiliare fino a che punto mi avresti potuto anche cambiare, e sei riuscita a farmi credere che tu fossi pulita mentre in realtà giocavi solamente spero che ti sia divertita."

"Porta Portese" di Claudio Baglioni- Mentre sono tutti sono lì a batter le mani quando si canta questa canzone, arriva ad un certo punto, verso la fine, una strofetta tagliente tagliente mentra s'abbassa pure la verve della melodia: "quella lì non è possibile che è lei, insieme a un altro, non è certo suo fratello quello e se l'è scelto proprio bello, ci son cascato come un pollo io... ". Io aggiungerei: "solo non si vedono i due leocorni."

"La mia storia fra le dita di Gianluca Grignani- Ecco, in questo caso, oltre a chiedere chi è quella stronza che ha fatto soffrire Grignani ti chiedi, quasi incazzata: "Ma è pazza???!!!" Si, perché a lui poche donne saprebbero dire di no. Intanto canta robe tristissime che verrebbe di andare li ad abbracciarlo, tanta è la pena: "Si dice che per ogni uomo c'é un'altra come te. E al posto mio quindi tu troverai qualcun altro uguale no non credo io. Ma questa volta abbassi gli occhi e dici noi resteremo sempre buoni amici, ma quali buoni amici maledetti. Io un amico lo perdono mentre a te ti amo."

"La Paranza" di Daniele Silvestri- Abbiamo fatto un'estate intera a cantarla, forse qualcuno ci ha imbastito sopra pure un remix. Ma vi siete resi conto di quello che dice? "Mi sono innamorato di una stronza, Ci vuole una pazienza, io però ne son rimasto senza, era molto meglio pure una credenza, un fritto di paranza...paranza...paranza [...] E' una danza ma si pensa Rappresenti l'abbandono di una stronza, dal calvario alla partenza fino al grido conclusivo di esultanza"

"Servi della gleba" di Elio e le storie Tese- La stronza ma di quelle che rientrano nella categoria delle subdole, quelle a cui un uomo direbbe anche: "E allora? Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo cosi' ti ramazzo la stanza?" . Il video, comunque, dice tutto.

"Mambo" di Lucio Dalla- Devastante, ma pur sempre poesia. "non dormo da una settimana, per quel cuore di puttana, sono andato al cinema e mi han mandato via perché piangevo forte e mangiavo la sua fotografia"

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