Io viaggio in treno… purtroppo
3 Ottobre Ott 2012 0745 03 ottobre 2012

Ma perché è così difficile viaggiare in treno tra Roma e Milano?

Fase 1: l’acquisto del biglietto

Deciso. Con un’amica andremo a Milano per un week end. Data prescelta dal 7 al 9 dicembre. Ne approfittiamo per andare a trovare una nostra amica sposata da poco e trasferitasi lì e per quella che ci viene descritta come una fantastica opportunità di shopping (in fondo siamo 2 donne): la fiera dell’Artigianato.

Premessa la mia poca esperienza in treni di lunga percorrenza, anche se quello che prendo ogni mattina mi sembra a volte inserirsi in questa categoria, mi accingo a spulciare il sito di Trenitalia alla ricerca di offerte per il Frecciarossa.

I prezzi variano dai 19€ ai 59€. Ovviamente i treni che prevedono il prezzo più basso ci mettono il doppio del tempo perché sono i Frecciabianca. Cosa ci sia della Freccia, a quella velocità, lo sa solo l’AD di Trenitalia.

Per fortuna troviamo subito la soluzione ideale. Si parte da Roma Termini alle 9:46 e si arriva a Milano Porta Garibaldi alle 13:26 al prezzo di 29€. Ovviamente ho dato un’occhiata anche alle tariffe del nuovo treno Italo che però mi propone come soluzione alternativa una tariffa Smart di 35€.Per il momento vince Trenitalia.

Adesso si passa all’acquisto vero e proprio e penso: posso comprarlo on-line addebitando il costo sulla mia comoda PostePay. Peccato che abbia a malapena un credito di 5€ a disposizione e ovviamente non riesca ad andare in Posta a caricarla. Penso: no problem. Ogni mattina prima di andare al lavoro passo per uno dei crocevia principali della Capitale: la stazione Termini. Li compro in biglietteria così se ho qualche dubbio posso chiedere.

Peccato che abbiano predisposto un nuovo modo di fare la fila pensando di essere moderni e organizzati. Peggio che andare all’INPS (e parlo con cognizione di causa). Sono disponibili 3 diverse numerazioni che partono con una lettera a seconda del servizio.

Ovviamente per l’Alta Velocità abbiamo la A. Prendo il mio bel numerino e mi accorgo di avere più di 30 persone avanti. Mi avanza del tempo.

Ne approfitto per fare un giro in libreria. Il bello della stazione Termini è proprio questo: trovi sempre un modo per passare il tempo tra un ritardo e l’altro.

Dopo “solo” 45 minuti è il mio turno e mi avvicino ma il tabellone cambia a ritmo di pochi secondi e non riesco ad individuare subito la fila che mi spetta. Errore gravissimo: arrivata allo sportello scopro che sono passati già ai numeri successivi. Eppure anni di pendolarismo avrebbero dovuto insegnarmi qualcosa.

Comunque, dopo qualche discussione con l’operatrice di sportello che mi informa che, da disposizione devo attendere solo 30 secondi prima di cambiare numerazione, riesco finalmente a prendere questi famosi 2 biglietti per Milano.

Durante la prenotazione la signorina mi raccomanda di usare il servizio Postoclick in alternativa alla caotica fila della biglietteria (machemmestaiapijapercu?).

Aggiungo a questo racconto solo un’ultima informazione. Non ho potuto prendere i biglietti per il ritorno.

Non è possibile prenotare biglietti dall’8 dicembre in poi per il cambio annuale degli orari. Prevedo un’altra avventura per riuscire a tornare dal capoluogo meneghino.

La Pendolare del Frusinate

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