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4 Ottobre Ott 2012 1827 04 ottobre 2012

E l’Inps ammette: lo Stato è un evasore

Il Consiglio d’indirizzo e vigilanza dell’Inps, il parlamentino composto da 24 membri di provenienza sindacale del maggiore del maggiore ente pensionistico europeo – guidato dal sempre più traballante Antonio Mastrapasqua – ha approvato oggi l’assestamento di bilancio. Nella relazione, oltre a un disavanzo finanziario di 7,8 miliardi e a un debito di 8,8, minori entrate contributive per 211,8 milioni di euro, a far sobbalzare sulla sedia è l’assottigliamento del patrimonio, che passa da 41 a 25,3 miliardi di euro. 

Come è noto, la ragione sta nell’accorpamento dell’Inpdap e nel debito, arcinoto dice la Fornero, che ha portato in dote. Nella tabella qui sopra si vede chiaramente che la Cassa pensioni dei dipendenti degli enti locali e la Cassa trattamenti pensionistici statali da soli pesano come macigni per 45 miliardi di euro. A leggere la relazione del Civ soprattutto da pagina 31 a pagina 34, dove cioè si spiegano nel dettaglio i motivi del debito monstre da 10 miliardi di euro dell’ex Inpdap, c’è una frase piuttosto sibillina:

[...] a decorrere dal 1996, nei casi in cui le Amministrazioni centrali dello Stato non abbiano versato alla predetta CTPS parte della contribuzione dovuta, si è provveduto ad integrare la parte rimanente con l’apporto dello Stato previsto dall’art. 2 comma 3 della legge 335/1995. Il suddetto apporto è stato erogato dallo Stato a titolo di trasferimento fino a tutto il 2007 e, a decorrere dal 2008, le somme necessarie alla CTPS per il pagamento delle pensioni vigenti sono state acquisite dalla stessa ricorrendo ad anticipazioni di Tesoreria.

Rileggiamo: «Nei casi in cui le Amministrazioni centrali dello Stato non abbiano versato alla predetta CTPS parte della contribuzione dovuta». In pratica, si ammette che lo Stato ha evaso i contributi pensionistici dei propri dipendenti. Tanto, come si legge alle righe successive, ci ha pensato lo Stato stesso a sanare la situazione in questi anni. L’art. 2 comma 3 della legge 335/1995 dice infatti che:

[...] Al fine di garantire il pagamento dei trattamenti pensionistici è stabilito un apporto dello Stato a favore della gestione di cui al comma 1, valutato in lire 500 miliardi per l'anno 1996 e in lire 500 miliardi per l'anno 1997. A decorrere dal 1 gennaio 1996, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, è stabilita, a carico delle Amministrazioni statali, un'aliquota contributiva di finanziamento aggiuntiva rispetto a quella di cui al comma 2, unitamente ai relativi criteri e modalità di versamento.

Ricapitolando: fino al 1995 le entrate contributive dello Stato allo Stato non venivano versate, in quanto trattate contabilmente come partite di giro, cioè entrate e uscite all’interno del medesimo ente. È Bruxelles, imponendo la comparabilità dei conti pubblici nazionali, a cambiare le regole del gioco. Nasce così la gestione separate dei dipendenti dello Stato, come si legge ancora nella relazione:

Ciò ha portato ad istituire all’interno dell’INPDAP, con effetto dal 1° gennaio 1996, la Gestione separata dei trattamenti pensionistici ai dipendenti dello Stato – CTPS (art. 2, comma 1, della legge 335/1995), le cui fonti di finanziamento sono rappresentate dalla contribuzione previdenziale dovuta dalle Amministrazioni statali (art.2, comma 2, legge 335/1995) e da un apporto dello Stato destinato al pagamento dei trattamenti pensionistici vigenti (art. 2, comma 3, legge 335/95). 

Lo Stato è andato avanti così fino al 2007, mentre nessuno controllava se lo Stato evadeva o meno. Dal 2008, per pagare le pensioni l’Inps ha cominicato a ricorrere all’anticipazione di tesoreria, cioè ad accantonare fondi basandosi sulle previsioni di entrate future. In pratica, altro debito. Non è bastato, tanto che con l’approvazione della legge 183/2011, il vituperato Patto di stabilità, si istituisce la Gias, acronimo che sta per “Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali”. Neanche questo escamotage, tuttavia, è bastato:

Tuttavia, nonostante che i trasferimenti previsti dalla predetta legge 183/2011 per l’anno 2012 risultino pari a 6.438 mln, si prevede per l’INDAP un disavanzo economico di 5.789 mln pari al 65% del disavanzo complessivo di 8.869 mln previsto per l’anno 2012.

Infine, un piccolo particolare non secondario:

Le uniche gestioni previdenziali che presentano sia avanzi economici che situazioni patrimoniali attive risultano essere la Gestione ex-ENPALS, la Gestione prestazioni temporanee e la Gestione dei parasubordinati. In particolare, quest’ultima Gestione, ha registrato un risultato economico di esercizio di 8.300 mln (8.137 mln nel preventivo approvato) ed una situazione patrimoniale pari a 80.055 mln (79.977 mln nel preventivo approvato).

Inps, un ente fondato sui precari. 

Per leggere la relazione completa clicca qui
  

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