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6 Ottobre Ott 2012 1004 06 ottobre 2012

Prove milanesi di Pd: tre minuti a testa per dire sì a Bersani

Una signora in abito grigio si affaccia sulla porta: «Pensavate che stessi con Renzi, eh?», esclama felice agli amici sorpresi di vederla.

«Se non tira fuori i coglioni e li mette sul tavolo, non lo voto», dice un signore dietro di me. «A vess trop bonn sa pasa per cujun», continua convinto.

Le 100 sedie previste dagli organizzatori si riempiono in fretta, tanti restano in piedi. E’ la serata organizzata alla Mondadori di via Marghera dai democratici di Milano per sostenere Bersani nella sfida delle primarie.

«Stiamo spaccando un partito», commenta la signora esagitata seduta di fianco a me che ha occupato con le giacche e tutto il borsame almeno 10 sedie. «Qui finisce come per Obama con Romney, dice all’amica settantenne. Troppo buono e troppo poco combattivo nel dibattito in Tv»

«Ha perso ancora più capelli», commenta una signora sulla sessantina all'ingresso in sala di un tipo distinto in giacca e cravatta.

Conto i giovani. Undici, quelli che a occhio e croce hanno meno di 35 anni. Se ne aggiunge uno a metà serata: 12. A un tratto sembrano diventare 13 ma poi mi accorgo che è lo stesso ragazzo che ha cambiato posto. Ne devo togliere due dal conto perché stanno prendendo troppi appunti e sono chiaramente giornalisti. Ne restano 10.

Si inizia. Le regole sono facili. Uno degli organizzatori, Matteo Mauri, suonerà il campanello ogni tre minuti. E’ il tempo concesso ai militanti per dire il motivo per cui voteranno Bersani e non Renzi.

Inizia il sindaco di Cormano che rivendica un progetto nuovo di società oltre il rigore, sacrosanto, di Monti. Parla di problemi concreti della sua gente e poi dice: «Ho 38 anni e 3 figli. Non chiamatemi giovane».

Driiin. Arriva la giovane, lei sì, cooperante emiliana. Capelli cortissimi biondo platino e grinta. «Scelgo la sostanza e non l’apparenza. Ma chiedo a Bersani di dirmi le cose concrete che farà. Quali tagli allo Stato. Quali funzioni pubbliche saranno eliminate. Come ci aiuterà a prendere il posto degli incapaci che occupano ruoli senza meritarseli». Driiin.

«Io tra un anno mi sposo», annuncia alla sala l’assessore alle politiche sociali di Pioltello, il paese, spiega, «con il reddito più basso dell’Est Milano». La sala scoppia in un applauso ma lui continua «I sogni ce li mettiamo io e la mia ragazza, ma la concretezza spetta al governo».

Il vicesindaco di Garbagnate si presenta composta e trattenuta nel tailleur nero: «Siamo in mezzo a una crisi sociale. Per uscirne serve sobrietà», propone.

E’ il turno del sindaco di Pantigate. «Sindaca, prego», chiede alla moderatrice che la presenta. E poi aggiunge: «Io la mia età non la dico. Punto». Espone la sua idea. «Mi sono sempre presentata come la sindaca di un ridente paesello del Parco agricolo Sud. Una comunità viva di associazioni e servizi». «Ma ora si fa fatica. Soldi non ce ne sono e vivo la frustrazione di non poter dare delle risposte alla mia gente». Poi introduce le parole magiche che rimbalzano per il resto della serata. «Onestà e competenza. Bersani mi convince per questo».

L’ossessione dell’età prende anche la segretaria di circolo del Giambellino: «Sono nella terra di mezzo di chi non è né giovane né adulto», svela rassegnata. «Davanti abbiamo problemi galattici, ci serve uno statista e Bersani lo è».

Scalda la sala l’eurodeputata Patrizia Toia: «Correggeremo quel che di Monti non ci sembra troppo equo ma poi continueremo sulla stessa strada. Con la differenza che aggiungeremo un vero progetto di Europa e una nuova nuova politica industriale».

«Voto la faccia pulita e onesta di Bersani», aggiunge un altro militante.

Provoca la moderatrice Letizia Mosca: «In effetti finora nessuno ha messo in dubbio l’onestà e le capacità di Bersan..». Si scalda la sala e la signora davanti a me esclama felice: «Ci mancherebbe!».

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