Massimo Famularo
Apologia di Socrate
6 Ottobre Ott 2012 0743 06 ottobre 2012

Visioni dal futuro

Lo sciopero recente dei trasporti a Milano ha causato non pochi disagi e mi è capitato di finirci in mezzo esattamente un giorno dopo aver incontrato una interruzione sulla linea Salerno-Caserta (ancora in essere) e una singolare protesta della Circumvesuviana (che è l'alternativa alle FS con cui posso raggiungere Napoli da Sarno). La singolarità sta nel fatto che non puoi sapere in anticipo i termini della protesta. Il giorno prima ti dicono domani vieni e si vedrà. Arrivi alle 6:45 e ti dicono, il treno delle 6:00 è stato limitato a Ottaviano (NA) quello delle 6:50 non si sa. Devi aspettare e ti diranno sul momento. Al momento ti dicono che anche quello sarà limitato. Dunque santa moglie mi accompagna a Napoli in auto.

Insomma, settimana sfigata? Sì, ma tutto sommato un disagio occasionale considerando che non sono un pendolare.

Ci sono due riflessioni che si possono fare sulla questione

  1. Una sul modo incivile di protestare causa danni aggiuntivi ai passeggeri indipendenti dalla protesta
  2. un'altra sul declino futuro che ci aspetta

Sul punto 1 ho già scritto qui. In sintesi anche ridurre del 90% la circolazione, ma garantire il funzionamento del 10% residuo è una protesta dura, ma nei confronti della quale ci si può organizzare. Nel caso della circunvesuviana la circolazione aleatoria è ancora più dannosa perchè non consente ai viaggiatori di organizzarsi. A Milano entrando a Cadorna un'ora prima dell'inizio dello sciopero non c'era garanzia di riuscire a viaggiare perchè i pochi convogli passati prima dell'inizio dello sciopero erano pieni al massimo.

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/photogallery/2012/10/02/sciopero_milano_roma_trasporti_metro_bus_orari.html#1

Prima che qualche cane di Pavlov venga su a difendere il diritto di sciopero mi permetto di sottolineare che danneggiare inutilmente i viaggiatori non c'entra affato col diritto. Si può benissimo esercitare il diritto garantendo che chiunque prova a circolare nelle tratte e negli orari garantiti riesca ad arrivare a destinazione. E' una questione di civiltà.

La seconda riflessione riguarda il declino del nostro paese: in assenza di un serio programma di riforme questi episodi saranno sempre più frequenti. Oggi mancano già i soldi per la circumvesuviana e si rompe la linea FS di Caserta, cosa succederà domani quando mancheranno i soldi per altri importanti servizi pubblici, in assenza di una coscienza civica che imponga di garantiren un minimo?

Saremo un paese dove i treni partono a caso, i servizi pubblici si pagano due volte, una con le tasse e la seconda con le clientele necessarie per avere e dove le prospettive per il futuro non sono più plausibili di una vincita al Lotto. Troppo pessimista? Dove altro potrebbe portarci un processo in cui le imprese sane, le menti e gli elementi capaci sono costretti ad espatriare a causa della burocrazia e dell'imposizione che soffocano chi ha voglia di fare? In cui rimane sempre meno da tassare per sfamare il Leviatano?

Chi ne fa oggi e in futuro ne farà ancor più le spese sono le classi più deboli. Quelle che non pososno permettersi il taxi o l'ora di lavoro persa durante l'ennesimo sciopero. Quelle che faticano a ricollocarsi dopo il fallimento dell'ennesima piccola impresa. Abbiamo già numerose carattirstiche in comune con i Paesi in via di Sviluppo (corruzione, libertà di informazione, enforcement della legge), se non invertiamo la tendenza oggi, domani regrediremo definitivamente a quello stadio (prospettiva oggi tragicamente realistica per un paese a noi vicino come la Grecia).E ne sopportertà il costo chi non avrà avuto la possibilità di andarsene per tempo.

Un futuro a tinte fosche, dunque, uno scenario a cui è meglio non pensare, ma verso il quale ci stiamo inesorabilmente dirigendo. Siamo ancora in tempo per evitare il peggio, ma per farlo occorre prendere coscienza del declino del nostro paese, interpretarne i segnali da tempo sotto i nostri occhie e decidere con fermezza di invertire la rotta.

@massimofamularo

PS prima che qualcuno mi dica nuovamente che ho fatto indebita propaganda al movimento politico al quale ho aderito in luglio, vorrei sottolineare che le misure da intraprendere sono da tempo note e che non ne trovo traccia in nessun programma politico (qualcosa c'è qui, ma non è la linea ufficiale del pertito).

Dunque non può definirsi propaganda la semplice constatazione di quali i problemi affliggano il nostro paese e di quale sia la strada per risolverli.

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