Tabula rasa
9 Ottobre Ott 2012 1713 09 ottobre 2012

Tagliare la spesa e i dipendenti pubblici, innanzitutto per una questione di equità

Quando un partito vuole annacquare proposte di tagli alle spese, fa appello all'equità. Personalmente, mi chiedo cosa ci sia di equo nel sovvenzionare il parassitismo pubblico con soldi privati.

La manovra finanziaria approvata dal governo francese mostra tutta la perversità della propaganda politica. La tassa del 75% sui ricchi toccherà solo 3,000 contribuenti e il gettito sarà molto limitato. Nel concreto è una tassa inutile, ma dà un alone di "equità" a una manovra che penalizza fortemente il settore privato e non taglia le spese. Questo nel secondo paese in Europa in quanto a rapporto spesa pubblica su PIL (fonte: Financial Times).

In Italia non funziona molto diversamente. Quando un partito vuole annacquare proposte di tagli alle spese, fa appello all'equità. Personalmente, mi chiedo cosa ci sia di equo nel sovvenzionare il parassitismo pubblico con soldi privati. Non capisco perché un dipendente privato o un imprenditore, col lavoro o il capitale a rischio, debbano garantire posti di lavoro pubblici che oscillano tra il totalmente inutile e l'altamente improduttivo.

Non parlo solo degli amministratori pubblici che rubano, per i quali la soluzione dovrebbe essere giudiziaria. Ma quando un ospedale nel Lazio, a parità di popolazione e (forse) di qualità del servizio, costa un multiplo di un ospedale in Emilia o in Veneto, è evidente che siamo di fronte a un furto al contribuente. Leggevo qualche tempo fa un articolo sul paesino del sud con il maggior numero di vigili urbani pro-capite - il tono era leggero e divertente. Forse è il caso di lasciar perdere l'umorismo e iniziare a rettificare la situazione, mandando a casa un po' di gente.

L'obiezione più frequente è che, così facendo, aumenterebbero la disoccupazione e l'instabilità sociale. Purtroppo è un argomento non più valido. Il debito pubblico è difficilmente contenibile a questi livelli - lo era anche dieci anni fa, ma la liquidità creata dalla bolla finanziaria e il traino dei paesi emergenti avevano aiutato l'Italia ad arrancare. Senza supporto esterno, la torta è destinata a diventare più piccola e si dovrà discutere di come ripartirla. La retorica del "facciamo ciascuno la propria parte" serve solo a proteggere le solite posizioni di rendita. Io dico che, anche e soprattutto per motivi di equità sociale, è ora che l'accetta cada pesantemente sul settore pubblico.

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