Luca Rinaldi
Pizza Connection
10 Ottobre Ott 2012 0818 10 ottobre 2012

Nei programmi di centrosinistra e Grillo, mafia non pervenuta

Leggevo un po' i programmi e gli intenti dei più chiacchierati candidati alle primarie Bersani, Renzi e Vendola e pure del Movimento 5 stelle.

Su mafie e illegalità vuoti imbarazzanti e, dove se ne fa cenno, si mette il tutto nelle solite e vecchie posizioni in termini di sicurezza e ordine pubblico.

Nel programma di Renzi troviamo sotto il punto "Garanzia della sicurezza" al punto 10 del programma, comma d

d. Affrontare le nuove forme della criminalita’ organizzata.
Gli strumenti utilizzati per combatterla sono tradizionalmente strumenti di ordine pubblico e
spesso emergenziali. In particolare la questione dell’infiltrazione mafiosa nell’economia reale
è fenomeno da presidiare. Per mettere in campo progetti innovativi e cogliere la mutevolezza
dei fenomeni in questo campo avrà un ruolo strategico la valorizzazione di esperienze di indagine condotte in alcuni contesti e la sperimentazione di osservatori locali finalizzati a leggere
in maniera integrati i dati rilevanti in possesso dei vari attori istituzionali (Procure, Prefetture e
Forze di Polizia, Amministrazioni locali)

Una decina di righe, ma rimane l'unico a evidenziare "la questione dell'infiltrazione mafiosa nell'economia reale".

Tra gli intenti di Bersani si legge che il suo PD intende dare

sostegno più concreto agli organi inquirenti e agli amministratori impegnati contro mafie e criminalità, vero piombo nelle ali per l’intero Paese

Stop. Come, dove e perchè sono problematiche che non ci devono sfiorare. Il tutto sotto il titolo 2 "Democrazia". Insomma, questo "piombo nelle ali del Paese", altro non è che un "piombo" a cui dedicare tre righe.

Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, con una delle campagne più prese per i fondelli fino a ora, quell' "Oppure Vendola", sta diventando carne da macello per i satiri della rete e non solo, pare non avere comunque un programma. Siamo per ora a una sola proposta di sei. La prima sulla cultura, le altre sei dobbiamo ancora scoprirle, ma anche qui pare improbabile che si voglia mettere il problema dove dovrebbe stare, cioè con una trattazione che sì rientri nell'orbita "ordine pubblico", ma preveda anche situazioni inerenti l'economia, il lavoro, gli appalti, i rapporti tra mafia e politica.

Insomma, si liquida il problema mafie e corruzioni in poche righe, mentre ci si spertica altre parole e concetti per pagine e pagine.

Dulcis in fundo il programma del Movimento 5 Stelle. Per Beppe Grillo evidentemente è un tema che non merita una menzione tra le sue 5 stelle (Istruzione, Salute, Informazione, Trasporti, Stato e Cittadini, Energia, Economia). Le sue 5 stelle sembrano riuscire a svilupparsi senza contrasto alle mafie. D'altronde fu lui a dire che «la mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo». Ma eravamo noi che avevamo mal pensato, ci faceva sapere il giorno successivo.

Dall'altra parte, dalla parte di quella cosa che dovrebbe sembrare una destra, di programmi ancora non se ne parla, tra chi sostiene Monti e tra chi litiga se candidare un Berlusconi da Madame Tussaud, figurarsi quindi se ci si lascia prendere la mano nel mettere il naso sul tema mafia.

Nel frattempo anche Monti a mafia e illegalità nei suoi discorsi e nei suoi programmi non ha dedicato grande spazio. Fortuna sua ha trovato nel ministro Cancellieri una persona che vuoi per estraneità di interessi, vuoi per competenza, ha capito e soprattutto fatto applicare meccanismi senz'altro meglio dei suoi predecessori degli ultimi 10-15, e forse anche 20 anni. Anche se qui ovviamente bisogna mettere mano ad alcune problematiche che vengono a galla dopo anni di disinteresse, come appalti, tagli ai settori investigativi e sovrapposizioni di questi.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook