Storie dell’altro mondo
11 Ottobre Ott 2012 1120 11 ottobre 2012

Il granello di sabbia negli ingranaggi della finanza

Sì dell’Italia all’adozione della tassa sulle transazioni finanziarie insieme ad altri 10 paesi dell’Unione Europea: un risultato storico che Oxfam, insieme a tante altre organizzazioni, sindacati e associazioni promotrici della Campagna Zero Zero Cinque, stava aspettando da molti anni. Una piccola tassa che ha il duplice vantaggio di frenare la speculazione e di generare un gettito da destinare al welfare, alla cooperazione allo sviluppo e alla lotta contro i cambiamenti climatici.

L’idea del “granello di sabbia negli ingranaggi della finanza” del premio Nobel per l’economia, lo statunitense James Tobin, era considerata velleitaria. Ci sono voluti più di 30 anni, e una crisi finanziaria senza precedenti, per mettere al centro del dibattito politico la necessità di regolamentare la finanza-casinò e riportarla al suo obiettivo originario che è di essere al servizio dell’economia (la tassa infatti scoraggia comportamenti speculativi).
In Europa c’è stato un acceso dibattito sulla tassa, che ha visto da sempre la strenua opposizione della Gran Bretagna. Il risultato importante di martedì scorso è che 11 Paesi membri hanno comunque deciso di andare avanti.

È un risultato che non ha colori politici, è una causa eticamente condivisibile per chiunque. Doppiamente importante per l’Italia che in questi mesi ha assunto un atteggiamento attendista e scettico pur senza negare, fin dall’insediamento del Governo Monti, una nuova apertura alla proposta. Inizia ora una nuova fase. Appurata la volontà politica di alcuni Governi europei ad introdurre la tassa, occorre decidere sulla destinazione del gettito. La tassa dovrà essere applicata al più ampio numero di strumenti finanziari proprio per assicurare la sua efficacia nel frenare la speculazione e generare un gettito significativo.

Rispetto al gettito, questa tassa è sempre stata proposta dalla società civile per la sua forte carica etica. Il mondo anglosassone la chiama non a caso Robin Hood Tax. Sarebbe un paradosso se le risorse generate da un sistema che vuole regolamentare la finanza finissero per essere usate ancora una volta per salvare il sistema finanziario stesso. Rischio da scongiurare. Va invece assicurato che come richiesto dalle campagne in tutta Europa il gettito venga destinato in parte per sostenere il welfare nei Paesi che la applicano (50%), e in parte per obiettivi internazionali di cooperazione allo sviluppo (25%), contrasto ai cambiamenti climatici (25%).

Federica Corsi

Dipartimento Campagne e cittadinanza attiva
Oxfam Italia

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