THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a Londra
15 Ottobre Ott 2012 2234 15 ottobre 2012

Italia sì, Italia no

Ma la sapete una cosa strana? Stasera mio marito ha gettato la spugna. Sì sì, l’ho proprio sentito con le mie orecchie. Ecco, diceva così:”Basta! Voglio tornare in Italia!”. Eh, l’ha detto eh, l’ho sentito bene bene, e nel dubbio, gliel’ho anche richiesto:”Dove caro?” e lui “In Italia!”. Ohhhh, allora è vero! Lui qua ci sta di cacca! E allora ditelo. 6 mesi rinchiusa in casa a fare l’inserimento di mia figlia all’asilo e di mio marito in ufficio (più o meno uguali), 6 mesi di incessante pioggia, per di più orizzontale, freddo e vento, 6 mesi di caffé annacquati, 6 mesi di “come stai?” – “bene grazie a parte la clausura, il non lavoro ed il conto in banca”, e lui adesso cosa mi dice? Ahhhhhhhhh, son soddisfazioni queste sì, chi la dura la vince! Ha mollato lui, è stato lui! Mi chiedo cosa lo abbia portato a tale affermazione, mmmhhhhh, vediamo…..oltre alle mie suddette citazioni (vedi pioggia, vento, freddo ecc…), è possibile che lavorare dalle 7.30 la mattina alle 2.30 di notte possa aver influito. Sì, è possibile. O forse il viaggio verso l’Essex tutte le mattine e tutte le sere. Magari la guida a destra e la corsia a sinistra. Ma più probabilmente il terzo tamponamento in 6 mesi. Aggiungici la moglie atipica, cioé che non vuole esser moglie ma eterna fidanzata, e zacchete. Prozac. No no, macché dico, Italia, si si, stavo parlando dell’Italia certo. Insomma, me l’ha detto proprio mentre era all’aeroporto e stava andando in un ridente villaggetto sperso per la Germania. L’anima umana più vicina dice dista 8 km. Poraccio. Mi torna giovedì e poi di nuovo aereo. Per l’Italia. Magari non vuole più tornare indietro. Certo lo capirei eh. Qui è tutto faticoso perché sei solo, perché le case sono costruite in acari e mattoni, perché il cielo è grigio e ad agosto ci sono 12 gradi. Però caspita, sei libero. Sei libero e diventi pure civile. Sempre per parlare di lui, ad esempio, ha imparato a mettere le frecce alla macchina. Incredibile. E si ferma pure alle strisce pedonali. Poi fa la coda negli uffici, ai bancomat, paga sempre qualsiasi biglietto per qualsiasi mezzo pubblico o parcheggio. Ed essendo meno distratto perché abbiamo un po’ di amici sì, ma le distanze sono così grandi che spesso ci facciamo i fatti nostri, va anche a correre il week end. No no, poi lavora certo, che c’entra. Sì, ovvio, Sabato e Domenica. E io? Io sto bene. Lavoro tanto anche io, pure io fino alle 2 di notte, ma da meno e con meno pressioni. Mi piace vivere qui, le opportunità che ti offre una città come Londra, di lavoro, di incontri, di cultura, si trovano da poche parti in Europa e certamente non in Italia. Finché il mio paese non si raddrizza, non voglio tornare. Che c’entra se c’ho il marito piegato a 90°, si torna per forza. Ma secondo me ha avuto solo un crollo. Un piccolo devastante crollo. Il punto è che questa dev’essere un’esperienza di vita. Bella o brutta che sia, un’esperienza. Certo, sarebbe meglio se fosse positiva, ma anche se infondo risultasse essere negativa, sempre esperienza è stata. E poi, scusate, evviva il cambiamento. Anche a tornare, la mia vita non sarà ferma nella mia città. Voglio continuare a viaggiare. Magari il prossimo blog sarà The Carlà Mum Project. Da Parigi. Oppure The Mao Tse Tung Mum Project. Da Pekino. E con questo non scorderò mai la hostess della compagnia aerea low cost gialla e blu con l’arpa celtica, che appena atterrati a Pisa ha detto “E un saluto particolare a tutti cècinesi!” a intendere la popolazione di Cècina. Mentre io che, c’ho la Cina stampata in fronte, o più semplicemente che sono mentecatta, mi sono subito guardata in giro “C’è i cinesi? E dove sono???”.

Mi leggete anche qui, www.theblairmumproject.com

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