Federico Ammazzalorso
La Fantascienza è adesso
16 Ottobre Ott 2012 1219 16 ottobre 2012

I captcha con una morale

C'è un meme, in cui è raffigurato un captcha quasi incomprensibile e la famosa dicitura “prove you're not a bot” (ammetto di non essere sicuro che questa sia l'esatta frase, ma insomma il senso è quello, suvvia non fate i puntigliosi), il tipo con la faccia sgomenta che esclama “omg i'm a bot!”.

Voi potete anche credere che tale strip sia sciocca, ma cari miei vi sbagliate di grosso. I captcha sono stati inventati per evitare che dei processi lanciati in automatico scaricassero l'impossibile, ma dato che alcuni furono capaci di creare dei programmini per evitarli ne sono stati creati altri sempre più indecifrabili.

A pensarci bene i captcha non sono null'altro che test per controllare che noi non siamo robot. C'è un certo film in cui tali test erano fatti su robot, per l'esattezza nel film venivano chiamati replicanti, il film è Blade Runner e se non l'avete visto io non vi conosco né vi voglio conoscere.

Nel lungometraggio di Ridley Scott due replicanti, uno dei quali era la stupenda Sean Young/Rachel, venivano sottoposti a dei test (non inventati dal film ma da Voight-Kampf) in cui gli venivano presentate delle situazioni per vedere se provavano delle emozioni. Ad esempio “è il suo compleanno, le regalano un portafoglio di pelle di vitello”.

Molta della narrativa e della cinematografia fantascientifica raccontano di robot, cloni o simili che hanno sviluppato delle emozioni, eppure vengono ancora considerati come semplice servizio/supporto degli esseri umani. Ci si pone la fondamentale domanda “cosa ci rende umani?”.

Recentemente l'organizzazione di attivisti svedese Civil Right Defenders ha sviluppato un nuovo captcha in cui ci viene chiesto come ci sentiamo di fronte ad eventi che ledono i diritti umani, deportazioni, genocidi e quant'altro.

L'idea di base è la stessa presentata in Blade Runner. Ma se non dovessimo superare il test di tale captcha cosa siamo? Umani cinici e senza cuore? Potremmo ancora definirci umani se siamo così insensibili?

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