Marco Sarti
Camera con vista
17 Ottobre Ott 2012 1412 17 ottobre 2012

Bersani in Sicilia tra comizi e lectio magistralis (all’Università Kore di Enna)

Dal Cern di Ginevra all’Università Kore di Enna. Nel giro di un paio di giorni Pier Luigi Bersani visiterà due centri - diversi e distanti - del sapere europeo. Venerdì il segretario Pd darà il via alla sua corsa per le primarie in Svizzera, ospite del celebre laboratorio di fisica delle particelle. Giovedì il leader democrat sarà in Sicilia, dove sosterrà la candidatura di Rosario Crocetta in vista delle Regionali. Proprio sull’isola, domattina Bersani è atteso nell’aula magna dell’ateneo Kore per tenere una lectio magistralis su “Crisi economica e democrazia nell’area euromediterranea”. Un incontro che nelle ultime ore ha scatenato dure critiche. Con diversi esponenti politici locali in agitazione per il timore che la lezione si possa trasformare in un comizio elettorale.

Riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 2005, qualche anno fa l’università Kore di Enna era salita agli onori della cronaca grazie all’interesse dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Al centro delle polemiche erano finite alcune convenzioni con gli enti locali - ma anche con la polizia e l’automobile club italiano - che permettevano ai dirigenti di laurearsi trasformando gli anni di servizio in crediti formativi. Bonus record: fino a 124 crediti su un totale di 148 (procedura poi rivista dal ministro Fabio Mussi). «Bene - scrivevano i giornalisti nel 2008 - sapete quanti studenti risultano aver preso la laurea triennale nell’ateneo siciliano in meno di due anni grazie ad accordi come quello con i poliziotti (76 crediti riconosciuti agli agenti, 106 ai sovrintendenti e addirittura 127 agli ispettori) che volevano diventare dottori in “Mediazione culturale e cooperazione euromediterranea”? Una marea: il 79%».

Accuse pretestuose? Oggi l’università siciliana torna al centro delle polemiche. A sollevare il caso della lectio magistralis di Bersani è stato Saverio Romano, ex ministro dell’Agricoltura, oggi coordinatore di Cantiere Popolare: «È una vergogna che una istituzione universitaria faccia da piattaforma elettorale a un leader di partito. Ne va della sua autonomia e indipendenza». Sull’autonomia dell’ateneo dalla politica, in realtà, si potrebbe discutere. Il primo rettore dell’Università Kore è stato l’ex ministro della Difesa Salvo Andò. Storico promotore dell’Istituto è il senatore Pd Valdimiro Crisafulli. Il presidente dell’Ateneo Cataldo Salerno, infine, vanta nel proprio curriculum un’esperienza da presidente della Provincia di Enna.

Romano prosegue: «Mi piace pensare che la Kore di Enna abbia organizzato degli incontri con tutti i leader di partito, diversi da Bersani, da qui al 28 ottobre, perché altrimenti sarebbe lecito equiparare la Kore di Enna alla scuola delle Frattocchie della nomenclatura comunista». Non si scandalizza il segretario regionale di Sel Erasmo Palazzotto. «Non capiamo di cosa si stupisca Romano, visto che da anni, come noi abbiamo sempre denunciato, le campagne elettorali in Sicilia si fanno usando enti e risorse pubbliche. Quel che è cambiato rispetto al passato è “soltanto” che anche dalle parti del Partito democratico siano diffuse pratiche che erano consolidate nella cultura politica del centrodestra siciliano».

Il rettore Giovanni Puglisi - oltre all’ateneo siciliano guida anche la Libera Università di Lingue e Comunicazione, unico caso di bi-rettore in Italia - non ci sta. E con lui il presidente dell’Ateneo Cataldo Salerno: «Le lezioni magistrali alla Kore - spiega Salerno - hanno visto protagonisti finora numerosi esponenti politici di primo piano appartenenti all'intero arco costituzionale. Tutti hanno portato, intervenendo sempre nel pieno delle loro responsabilità politiche e istituzionali, contributi straordinari che, indipendentemente dalla collocazione ideologica di ciascuno, sono stati apprezzati con grande attenzione e partecipazione da parte degli studenti». 

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook