Jacopo Tondelli
Post Silvio
17 Ottobre Ott 2012 0903 17 ottobre 2012

Renzi, se davvero vuole la Milano produttiva perché incontra Tronchetti?

Matteo Renzi oggi sarà a Milano. Incontrerà pezzi di finanza, pezzi di industria, pezzi di intellighenzia: chiamatela, se ancora ha un senso una parola che per definizione è un contenitore dai contorni slabbrati, “società civile”. Incontrerà Davide Serra e anche, nella stessa occasione, alcuni nostri soci. Ovviamente, nella libertà di tutti, la cosa ci fa piacere, perchè vuol dire che un’esperienza che aveva in sè una forte ambizione di rinnovamento - come Linkiesta -  entra per necessità nei radar di chi della parola “novità” (con tutti i limiti del nuovismo) si fa portavoce e portabandiera.

Per questo, leggendo un articolo del Corriere Fiorentino, sono sobbalzato - arrivato al finale di lettura - quando ho letto di un’agenda che prevede anche un incontro con Marco Tronchetti Provera. Inutile dilungarsi troppo in spiegazioni o analisi. Rappresenta, Tronchetti, quel genere di “salotto buono” che ha mantenuto un appeal forte in certi mondi solo per le lentezze del nostro sistema nel favorire un ricambio. L’ultima sua operazione l’abbiamo raccontata qui, le sue precedenti avventure, disavventure, errori sono facilmente ricostruibili con una rapida ricerca di archivio. Una ricerca che vi porterà a scoprire un imprenditore che sognò il potere e il prestigio di Telecom prima di dover forzosamente ripiegare (come un ripiego questo fu vissuto)  sulla “sua” Pirelli.

Un imprenditore e un sistema di relazione che non può, caro Renzi, rappresentare nè un modello di innovazione, nè uno stimolo al rischio di cui invece sono sponsor naturali i tanti “senza nome” (ma con idee, imprese, lavoro, voglia) che guardano a Renzi come a un’occasione. Insomma, caro sindaco, da quell’appuntamento con Tronchetti ha molto da perdere in termini di consensi e simpatia, e niente di davvero utile e importante da guadagnare. Sicuro che ne valga la pena?

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